Per il bene di tutte le zitelle dentro e fuori del mondo conosciuto, infatti, abbiamo capito che non potevamo continuare ad ignorare più o meno totalmente usi, costumi, pensieri ed abitudini della strana ma diffusissima specie animale Homo Accoppiatus, conosciuto anche nel gergo col nome di Pari. Perciò abbiamo deciso di studiare questa specie a noi totalmente estranea nel modo più scientifico possibile, ovvero calandosi totalmente nei panni di una Pari, in modo da capire realmente cosa vuol dire essere un Accoppiatus. Lo studio, indubbiamente difficile, richiedeva come requisito iniziale una volontaria della nostra specie ed io, dopo attenta riflessione, mi sono coraggiosamente offerta.
In questi pochi mesi di ricerca sono emerse le prime peculiarità generiche della nuova specie, che vado ad illustrarvi:
il Pari ha come principale caratteristica il fatto che si muove sempre in branchi di due, che probabilmente è il nucleo sociale minimo, o multipli di due; ma alcune volte non disdegna la compagnia di elementi della nostra specie, che chiama generalmente “Dispari” e con cui instaura uno strano rapporto. Infatti sia i Dispari che i Pari tendono sempre e comunque a considerare gli esemplari dell’altra specie come esseri piuttosto strani ed incomprensibili, anche se a tratti molto buffi, e finiscono col trattare l’estraneo con una certa latente superiorità. Però, mentre noi Dispari ci limitiamo all’interazione occasionale con gli Accoppiatus, questi sembrano sempre ossessionati dal desiderio di trasformare coppie di Dispari in nucleo base di Pari, tanto che spesso organizzano ritrovi interspecifici dove per caso gli unici Dispari presenti sono due e generalmente di sesso opposto. È interessante quanto inquietante vedere come i Pari spesso siano convinti che per due Dispari il fatto di essere tali dovrebbe già rappresentare ciò che definiscono ”un sacco di cose in comune” e quindi spianare per loro la strada verso la veloce conversione in Accoppiati.
Uno dei miei propositi sarà appunto quello di studiare le caratteristiche del meccanismo mentale che innesca nell’Accoppiatus questo forte desidero di accrescere il proprio numero, in pieno accordo fra l’altro col principio della Conservazione della Specie. Da una prima analisi tenderei a considerarlo come una sorta di imprinting autoindotto, ma possiedo ancora troppe poche conoscenze a riguardo e quindi preferisco rimandare ai prossimi articoli gli eventuali approfondimenti.

