venerdì, dicembre 07, 2007

Pedissequa

oddio, mi pareva di averla già raccontata, è una delle scene storiche della mia breve ma intensa avventura a Scienze Ambientali...ma spulciando nei nostri archivi non ne ho trovata traccia...e quindi, ve la propino per il weekend!

Durante l'anno passato a far lezione nella vecchia e gloriosa Aula Marzotto, avevo legato con un simpatico gruppo di livornesi (ma non credo che conoscessero il famigerato Maico...) che mi prendevano regolarmente ed allegramente per i fondelli a causa della mia provenienza da un liceo classico e la mia fastidiosissima - e grazie a dio adesso persa - abitudine di parlare tirando fuori assurdi paroloni.
Un giorno uno di questi ruspanti labronici si innamorò della parola "pedissequo" (ovviamente dopo avergli spiegato il significato...) e fiero di questa nuova conoscenza cominciò ad usare il detto vocabolo a destra e a manca finchè a fine lezione, mentre tutti se ne stavano andando, con fare disinvolto chiese ad una ragazza, anche lei ex-classicista:
"Giovanna dimmi, ma te sei pedissequa?"
Al che lei lo guardò, ci pensò un attimo su e poi candidamente rispose:
"No, veramente oggi sono in bicicletta!"
Memorabile.

2 commenti:

albolo ha detto...

Ghghgh! Mi sa che se non sospendono lo sciopero degli autotrasportatori tra poco saremo pedissequi un po' tutti (io sono a secco già da domani)!

Anonimo ha detto...

Una mia collega simona "Racchia" ha usato questo termine ma non credo che ne conosca la radice letterale altrimenti avrebbe usato il termine copia conforme e non copia pedissequa che si vuol dire cvomune ma anche scialba e volgare
E' un termine più dispregiativo che intellettuale.....alla fine conta il fare più che il dire BUON LAVORO a tutti gli idioti che con le parole fanno carriera

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