giovedì, dicembre 27, 2007

Una specie di racconto

Una schiera di tre ragazze. Tre ragazze in cerca di uno sfogo, pronte ad incanalarsi in quel sentiero solcato da miriadi di femminilità coi tacchi e gli occhi disegnati e venduto a gran voce dal mondo ben fotografato e ben impaginato delle riviste di moda.
La ragazza coi capelli legati, la ragazza con i capelli cortissimi e quella con i capelli rossi, piccola nota di variegata diversità nelle luci del corso.
Si sono incamminate nel sentiero dello shopping, soluzione da donne a problemi da donne, a cui non sono abituate, imbottite di pensieri troppo pesanti, dubitando fortemente che il loro camminare tra le vetrine potesse essere una vera distrazione: sostituire pensieri pesanti con pesanti borse piene di cose inutili non sembra avere un gran senso per loro.
Parlare, avrebbe potuto funzionare, ma ognuna avrebbe voluto parlare solo di sè, quindi era meglio scegliere un altro modo. Certo a quella con i capelli cortissimi mancavano dei pantaloni nuovi, certo a quella con i capelli rossi mancava un golfino e l’altra, era decisa a comprarsi uno di quei libri di cui per troppo tempo aveva rimandato l’acquisto, e la scelta di andare per negozi aveva la sua bella giustificazione formale.
Parole scritte, quelle sì che andavano bene per trovare una consolazione, ma il buco nei jeans di quella con i capelli cortissimi parlava chiaro per lei: “hai bisogno di un paio di pantaloni, non di libri che poi non riesci a leggere nel marasma che la tua vita è diventata negli ultimi sei mesi”.
Mentre per l’altra, quella con i capelli legati, il libro era una scelta obbligata, il modo per ricordare a se stessa chi è. Vagare tra i libri, tra i suoi libri, era il modo di dire che ancora non si era persa del tutto e che era ancora in grado di dar retta alle sue priorità.
E la priorità di quella sera, per lei, era sopportare il tamburellare di sospiri della ragazza con i capelli cortissimi, lasciare spazio ai suoi tentativi di riflessione cangianti di paranoia, perché alla ragazza coi capelli cortissimi è affezionata, e il riflesso delle sue paranoie era così comodo da usare come paragone per le sue mezze paranoie, indicando dopotutto la sua situazione come leggera e gestibile.
Resistere.
Resistere alla voglia di essere una ragazza normale ed inserirsi nei sentieri comuni e confortanti delle ragazze normali, resistere alla tentazione di lasciarsi andare alle sensazioni che ribollono in superficie in modo così forte da far agitare anche tutto il resto.
E non fa bene alla ragazza dei libri vedere la ragazza con i capelli cortissimi lasciarsi andare ai propri sentimenti e dare retta a quelle che, anche lei, chiama debolezze, e non fa bene nemmeno vedere la ragazza con i capelli rossi con tutti i suoi compromessi, e non fa bene pensare alla ragazza bionda e al coraggio con cui ha affrontato i cambiamenti.
Perché la ragazza dei libri tutto questo coraggio proprio non ce l’ha. Il coraggio di affrontare i cambiamenti, il coraggio di fare dei compromessi tra il suo mondo e il resto del mondo, il coraggio di dare retta ai suoi sentimenti perché è consapevole che nel calderone dei sentimenti è tutto sbagliato.

E più tardi, mentre la ragazza con i capelli cortissimi è corsa tra i dubbi e l’entusiasmo da quello che lei chiama l’uomo sbagliato, la persona con cui non ha niente in comune se non questa cosa che stanno vivendo; e mentre la ragazza con i capelli rossi, dopo l’ennesimo caffè e l’ennesimo cucchiaio di nutella, è andata a dormire per poi risvegliarsi al suono del cellulare e uscire trascinandosi dietro tutto il suo sicuro fastidio; la ragazza dei libri si è rifugiata nelle sue cose, nelle sue voci preferite, cedendo al richiamo del foglio bianco da impiastricciare, al sicuro in qualche modo, libera in qualche modo, al rassicurante minimo della felicità.

domenica, dicembre 23, 2007

Buon Natale!


....toh, un Easter Egg!!!!
ehm...un easter egg a Natale????E che c'entra????mah....

video

martedì, dicembre 18, 2007

Nessuno tocchi le vecchiette (*)

Mentre nel famoso film di Mel Brooks le povere signore venivano derubate da truffatori incalliti, il nostro post vuole invece avvisare la malcapitata anima buona di stare il più lontano possibile dalle vecchiette...soprattutto quelle paffutine e minute che ricordano tanto la nonna di titti...fidatevi, sono demoniache!
Per prima cosa ti fregano il posto in autobus: cominciano a guardarti come il gatto con gli stivali di shrek e magari abbozzano un sorrisino timido ed in men che non si dica ti sei alzata e l'hai fatta accomodare, anche se hai una gamba ingessata e la congiuntivite!
E poi si divertono a farti fare le scene più assurde e a volte pure parecchio schifose...ad esempio, le puoi vedere sghignazzare a più non posso sotto i baffi (non metaforici) mentre tu, ingenua anima pia fermata per strada ed attirata dalla loro voce tremolante e fintamente disperata, ti stai infilando per loro dentro un bidone della spazzatura a recuperare il sacchetto della spesa che erroneamente hanno gettato...ed in più ti sbeffeggiano dandoti vaghe indicazioni su quale sia il sacchetto giusto:
"più a destra, no, più in basso, no, no, a sinistra...è quel sacchetto bianco, lo vede?"
"Cazzo signora, ma sono TUTTI bianchi!!!!!!". Ovviamente questo lo pensate e basta, mentre sfoggiate alla signora il vostro miglior sorriso berlusconiano e tutte sporche le porgete il suo sacchetto prezioso.
Oppure provate a chiedere ad una gentile nonnina mentre esce dal supermercato se ha per caso messo due euro nel carrello e se, nel caso, può cedervelo che voi avete appunto solo due euro spiccioli. Lei annuirà sorridendo, prenderà i due euro con fare gentile e vi chiederà, con lo sguardo brevettato di cui sopra, se per cortesia la potete aiutare anche a caricare in auto la spesa, già che ci siete. Dopodichè se ne andrà sgommando appena un attimo prima che voi vi rendiate conto che lei, nel carrello, aveva infilato le 500 lire vecchie!
Quindi, dato che il natale si avvicina, vogliamo prodigarvi questo utilissimo consiglio: se vedete un'anziana signora in apparente difficoltà, fermatevi, girate di 180° ed iniziate a correrre!


(*) tutti i fatti narrati sono da ritenersi puramente...reali!!!

venerdì, dicembre 14, 2007

EPILOGO TRAGICOLISERGICO – ULTIMA BREVE PARTE (se dio vole!!!!)


>>>ATTENZIONE: scene raccapriccianti e abbondanza di metonimie, alitoti e sineddochi!!!
>>> Vivamente consigliato solo ad un PUBBLICO ADULTO (con eccezione di quelli di Poggibonsi)
>>> A chi lo legge tutto, un bel panettone omaggio!!


Un boato spazzò l’aria.
Il cielo si fece nero, come fosse notte (uno stormo di storni?).
Una notte tetra e densa, illuminata da lampi viola e amaranto
(de’ s’era pur sempre a Livorno, un’ho mia ‘apito).
Un’infernale aurora boreale che presagiva eventi sconvolgenti.
Mai visti fino ad ora.

In quella Eli, sempre più confusa:
“ma se leli uluqui e lulì ululà, come minchia si fa?”
“l’uovo alla coque si cuoceva 4 minuti? E la mozzarella in carrozza?”
“ma in Nuova Zelanda il cotechino lo faranno? No, perché a me mi piaceva…”
“ma se è ormai assodato che tanto mi da tanto, poco mi da poco?”
“perché sul pacchetto delle Camel hanno disegnato un dromedario? Le chiamassero Dromedagg…”
“ma se è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio, il lavoro sarà subito, immediato?”
“ma se la mia cucina fa fumo, lui toglierà il fumo dalla mia cucina a gas?”
[…]

Annunciata da tuoni impressionanti, una fitta pioggia di rospi purpurei si schiantò al suolo con foga luciferina.
Sciami di locuste impazzite venivano allora scaraventate al suolo in mezzo ad una bufera di sabbia che tutto ricopriva.
Anche i pesci rossi - ebbri ormai di vino – venivano trascinati dal vento, sotto lo sguardo atterrito di gatti sobri dall’aspetto abulico.
Torme di cani si accoppiavano selvaggiamente mentre un Signore randellava di santa ragione l’uomo grasso e pelato che –impassibile – sorrideva in mezzo a tale sfacelo.
Così imparava!!! (che gliene fregava a lui del Cane che gli avevano affidato…).

Poco lontano, al Civili, nel bagno dei disabili/delle disabili:
“de’ ma che è sto popò di casino.
Uno un pole fassi na ‘anna in pace che viene giù ‘r mondo….”
La porta si aprì, lentamente.
Lo scenario era devastante: oltre il corpo collassato del diversamente abile (che da circa un’ora bussava alla porta invano), si stendeva una polvere postatomica che copriva tutto (o erano pringols?).
“De’ ma iccheccianno messo nell’erba? Boia dè!
Artro che funghi allucinogeni!! De’ vai c’è anche l’ornitorinco (boia bellino)!!!”
Una pantegana mutata coperta di pringols fluorescenti si aggirava stranita tra cadaveri e vetri rotti…
Il troppo era troppo: il gatto abulico si tolse la vita con l’harakiri rituale delle foreste norvegesi.
Commovente.

Ormai enormi crepe squassavano le strade e i palazzi.
Come in un bestiale Poldergaist, di quelli a cui pochi hanno avuto la ventura di assistere.
Tranne forse quella volta in via Garibaldi quando… (ma questa è un’altra storia)

Poche storie: la decisione era presa ed era irrevocabile.
E l’individuo messianico lo sapeva.
Del resto stava sul cazzo un po’ a tutti. Il sondaggio parlava chiaro: era stato nominato.
Si aggirava con gli occhi sbarrati in tanta distruzione rimuginando tra se’ e se’:
“di nuovo, è successo di nuovo….
…come quell’altra volta. Barabba, Barabba. Tutti ad urlare ‘sti ‘nfami….”

Avanzava anche l’essere. La sua marcia sembrava inarrestabile.
Stringeva tra le mani, ancora madide di sangue e di polvere, la micidiale arma.

Risuonava però in lontananza una voce gracchiante:
“abbiamo mela, pera, pesca, susina, popoune…”
Agghiacciante: ma cos’era ‘sto popoune?
E poi gli sembrava il momento?
A chi lo voleva vendere?
E poi: ma vendeva una mela sola? A quanto?
Ma la ciliegia e la fragola NO??? (scandaloso!!!)
Era troppo: l’arrotino e l’ombrellaio si avventarono su di lui.
La GIUstizia (con la GIU maiuscola) aveva trionfato.
Lavoro subito, immediato.
Il gatto abulico era finalmente vendicato.

La bramosia di sangue dell’Essere era però immensa.
Non si accontentava.
Due colpi secchi squarciarono l’aria…
Il corpo dell’Uomo Messianico giaceva lì riverso. Ormai esanime.
Accanto a lui – alla sua destra – il corpo dell’uomo del popoune, con uno strano sorrisetto sulle sue labbra serrate.
Pare l’Uomo Messianico - in un ultimo impeto - l’avesse rassicurato circa il suo trasferimento in un Regno di non si sa che cosa, dove il pover’uomo potesse vendere in santa pace i suo 4-5 frutti (uno per tipo).
Lontano dalla banda dell’Arrotino e dell’Ombrellaio.
Ma c’era da fidarsi? Lui comunque se la rideva (pur già in via di raffreddamento)...

Gli occhi dell’Essere brillavano ora nella più completa oscurità (sempre gli storni?).
Anche stavolta la sua mira non aveva fallito….
Il Destino era compiuto. Il suo compito era finito ed il suo corpo si smaterializzò all’istante svanendo nel nulla (forse anche grazie ad un fulmine venuto giù dal cielo, ma questa è un’altra storia).

Tante domande si affollavano nella mente di ELI:
“e ora? Che cosa dirò a mio marito?”
“ma che ore saranno nella terra dei Maori? Ci saranno le mezze ore di fuso orario come in India?”
“ma il Dodo non era estinto da anni? Ma allora che ci fa appollaiato sulla balaustra di fronte?”
“immergendo un corpo in un fluido, che tipo di spinta ottengo?”
“ma sarà poi vero come dicono che horse vuol dire cavallo? E allora orso come si dice caval?”
“ma non avrò messo il sale nel caffe? Ora mi spiego...”
“ma perchè la gente compra i lavelli di resina? ”
“ma se è pur vero che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, dietro ogni grande donna cosa c’è?
Il loro grande bambino?”
“ma se l’arcivescovo di Costantinopoli ci disarcivescovizzasse…”
[…]

Era la fine!!!! Ed era giunta l’ora di intervenire. In maniera risoluta ed inequivocabile.
Omini distinti vestiti di bianco - si dice sempre l’Arrotino e L’Ombrellaio (ma pare una leggenda) – la vestono alla moda con la tipica camicia bianca inamidata e la portano via.
Senza colpo ferire la impacchettano con allegati:
1 - una confezione di cotechini per famiglie (della Florida);
2 - un Popoune (?????);
3 - pastasciutta e tortellini (non sia mai!!!);
4 - il santino di Padre Pio (vabbeh una caricatura in realtà…);
5 - un colbacco da notte (il freddo non perdona si sa);
6 - il subbuteo Pizzaballa (versione mignon);
7 - un gatto abulico impagliato (un caro ricordo)
8 - Mezza bottiglia di pampero anniversario (non si sa di cosa)
9 – La foto di un certo Nando.


PACCOCELERE INTERNAZIONALE
…..per la Tasmania (ooops)


NOT NEVER BE CONTINUED …

P.S.
Intanto pare (pare) si fosse trasferito da pochi giorni alle Isole Tonga un giovane del 1977.
Un tale GianDomenico….
Cosa ci facesse là nessuno lo sa.
L’unica cosa è che pare si lamentasse di aver sbagliato pacchetto viaggi (ma ormai aveva finito i risparmi).
Parlava di costruire una zattera per fare rotta a sud, fidando negli Alisei….
(ma questa è un’altra storia…)

mercoledì, dicembre 12, 2007

Noi che...Lo Sciopero!

Più o meno toccate dal grande sciopero degli autotrasporti (noi che...andiamo al lavoro a piedi!), ci sentiamo comunque solidali ed in maniera molto greca ci aggreghiamo al suddetto sciopero incrociando le braccia, o meglio le dita sulla tastiera..., e rifilandovi un bel post scopiazzato dalla rete (grazie maurino per avercelo inviato).
Buon pieno di benzina a chi ce l'ha fatta a farlo!


Noi che:

Noi che...ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color'
Noi che...facevamo 'Palla Avvelenata'.
Noi che...giocavamo regolare a 'Ruba Bandiera'.
Noi che...non mancava neanche 'dire fare baciare lettera testamento'.
Noi che...i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che...quando giocavamo col Lego facevamo anche castelli alti 6 piani che non si
smontavano più.
Noi che...chi andava in bici senza mani era il più figo.
Noi che...anche quelli che impennavano però non se la tiravano poco.
Noi che...'posso giocare anche io?' 'e no...sai, la palla non è mia'
Noi che...suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che...facevamo a gara a chi masticava più big -babol contemporaneamente.
Noi che...avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in
bocca.
Noi che...i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che...dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi che...se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
Noi che...quando andaviall'Ikea finivi sempre disperso tra milioni di palline colorate
Noi che...giocavamo a 'Indovina Chi?' anche se conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che...sul pullman della gita giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola)..
Noi che...con 100 lire ti prendevi 1 cicca con le 3 figurine dei calciatori...e alla fine a tutti mancavano Volpi e Poggi (venezia e udinese).
Noi che...ci mancavano sempre quattro figurine per finire pure l'album Panini.
Noi che...le cassette della Disney le abbiamo viste così tnt volte che ora a distanza
di 15 anni sappiamo ancora cosa cantavano robin hood e little john.
Noi che...in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che...avevamo i cartoni animati belli!!!
Noi che...abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
Noi che...cercavamo di far sorridere i sofficini ma si rompevano sempre in 2
Noi che...non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che...i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che...si andava in cabina alal fine della scuola x prendere le schede finite.
Noi che...c'era la macchina fotografica usa e getta e facevi fino a 20 foto.
Noi che...non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola o della Bauli con l'albero
Noi che...poi si cantava "vorrei cantare insieme a te in magica armoniaaaaa", rubando gli accendini in casa e rischiando di dar fuoco a tutto
Noi che...le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che...se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a Dormire tardissimo.
Noi che...giocavamo a calcio durante l'intervallo col tappino della bottiglia.
Noi che...c'era sempre quello che veniva a scuola con la bottiglia dell'acqua solo per avere il tappino
Noi che...il bagno si poteva fare solo dopo 2 ore che avevi finito di mangiare.
Noi che...a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali e senza rotelle.
Noi che...a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.
Noi che...se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il
terrore.
Noi che...le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che...internet non esisteva.
Noi che...la merenda a scuola te la portavi da casa
Noi che...la merenda portata da casa, all'intervallo era sempre in briciole
Noi che...non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella.. far merenda con Girella..
Noi che...si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che...se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che...però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che...il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.

Vi è venuta un po' di nostalgia, è? ma quanto siete vecchi!!!!

venerdì, dicembre 07, 2007

Pedissequa

oddio, mi pareva di averla già raccontata, è una delle scene storiche della mia breve ma intensa avventura a Scienze Ambientali...ma spulciando nei nostri archivi non ne ho trovata traccia...e quindi, ve la propino per il weekend!

Durante l'anno passato a far lezione nella vecchia e gloriosa Aula Marzotto, avevo legato con un simpatico gruppo di livornesi (ma non credo che conoscessero il famigerato Maico...) che mi prendevano regolarmente ed allegramente per i fondelli a causa della mia provenienza da un liceo classico e la mia fastidiosissima - e grazie a dio adesso persa - abitudine di parlare tirando fuori assurdi paroloni.
Un giorno uno di questi ruspanti labronici si innamorò della parola "pedissequo" (ovviamente dopo avergli spiegato il significato...) e fiero di questa nuova conoscenza cominciò ad usare il detto vocabolo a destra e a manca finchè a fine lezione, mentre tutti se ne stavano andando, con fare disinvolto chiese ad una ragazza, anche lei ex-classicista:
"Giovanna dimmi, ma te sei pedissequa?"
Al che lei lo guardò, ci pensò un attimo su e poi candidamente rispose:
"No, veramente oggi sono in bicicletta!"
Memorabile.

martedì, dicembre 04, 2007

Il Cicciutino (intermezzo)


...è arrivato il Cicciutino Nuovo!!!
ma io lo potrò vedere solo venerdì...vabbè, intanto mi accontento di sognarlo, guardarlo nelle vetrine e fare scorta di musica ed altri simpatici intermezzi...e così adesso la grande famiglia Apple di Elisa si estende ai suoi tesssoooori mac grigio, mac nero, al piccolo bianco convalescente, ad un ancora pimpante vecchio shuffle ed al Cicciutino nano grigio nuovo...ma non lo trovate anche voi patapuffoloso?

giovedì, novembre 29, 2007

EPILOGO TRAGICO -Seconda Parte

... dicevamo.

Eli, sempre lei, si era rimessa a pensare:
“ ma qual’era la stella più vicina alla terra?”
“ma DOM77 sarà veramente del ’77?”
“e se stasera mi facessi un bel minestrone di ceci
della val di cecina?”
“essendo che io sono qua e lui è là, forse è meglio
muoversi da qui per arrivare lì...”
“ma se l’uomo è disceso dalla scimmia, la donna da
dove è discesa?”
“che moneta batte la nuova zelanda? Anche lì
l’inflazione percepita?
“E le mezze stagioni ci saranno? Che io ci tengo
siccome...”

Intanto a pochi isolati dal parco (de' a Livorno)
avanzava un anziano signore dall’aria truce e
altezzosa.
Portava anche lui il Suo cane ed era uscito a cercare
il Figlio: un giovane trentenne che di lavorare non ne
voleva proprio sapere. Un bravo ragazzo in fondo, solo
un po’ troppo scapestrato. Ultimamente gli aveva dato
qualche preoccupazione ed adesso un fosco
presentimento diceva Lui che il Figlio stava correndo
un grave pericolo.

Nel parco intanto una piccola folla si era radunata
attorno alla piscina dove si stavano riproducendo come
ricci centinaia di pesci rossi.
Anche la fontana accanto aveva iniziato
inspiegabilmente a buttare vino al posto dell’acqua.
Già si registravano casi di coma etilico. Ed erano
solo le 11 di mattina.
Poco distante, dopo un incidente, era sopraggiunto di
gran lena il solito individuo dall’area messianica.
Fattosi spazio tra la piccola folla di curiosi che
circondava un pedone travolto da un auto (la gente
diceva trattarsi di un tale Lazario...), si era messo
a urlare contro di lui frasi incomprensibili.
Pretendeva si alzasse a camminare...
Ripresosi dalla botta, il pover’uomo appena investito,
si era però risentito e gli aveva detto:
“de’ ma sei difori!!! ‘un lo vedi ciò la gamba
rotta!!! occome faccio ad alzammi e a camminà? ”

Intanto lì vicino, al Civili, un enorme polverone si
era alzato nel locale ormai invaso dalle fiamme:
frammenti di pringols rendevano l’aria irrespirabile
(e avevano fatto schizzare in alto i valori delle
polveri sottili).
Chi poteva stava uscendo arrancando e facendosi largo
tra i cadaveri uccisi dalla terribile arma chimica non
convenzionale.
L’essere, immune alle fiamme (solo il cappellino era
intaccato), era intanto uscito, dirigendosi verso il
parco vicino.
Tra i pochi superstiti si vedeva arrancare fuori da
una finestra...

TO BE CONTINUED?
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LA SCELTA (SEI NOMINATO):

E adesso... Sulla scia del successo di trasmissioni
fondamentali per il genere umano, tocca a voi
scegliere!!!!

Ponendo che l’essere sia sceso in questo mondo per
fare una strage, chi volete salvare dallo spicinio:

a- de’ che domande: Maico
b- tutti (tranne l’individuo pelato ebete)
c- la figlia dei fiori
d- l’individuo messianico (in fondo un bravo ragazzo)
e- Lazario (o giù di lì)
f- nessuno
g- manco i cani (soprattutto il Suo)
h- i pesci rossi
i- nemmeno l’autore
l- non sa non risponde (NON CONSENTITA)

Pensateci bene.
I destini dell’umanità (e di Maico) dipendono da
voi...
...ed avete poco tempo.

lunedì, novembre 26, 2007

EPILOGO TRAGICO - Prima Parte

Eli é lí confusa, nella sua piccola camera, al buio.
Molte domande si affollano nella sua testa:
“vado, non vado? parto, non parto?”
“perché sul blog nessuno si interessa piú di me, ma
sono quasi venuti alle mani tra di loro?”
“ma io da dove vengo? ma chi veramente io sono?”
“ma che ore sono?”
“ma passa o no ‘sto caffè?”
“avró finito lo zucchero?”
“ma Babbo Natale mi porterá dei doni?”
“un uovo oggi ok…. E la gallina di domani, sará venuta
prima dell’uovo?”
[...] le Grandi Domande insomma….

Intanto a Livorno una ragazza - vestita tipo figlia
dei fiori - gira incuriosendo i passanti per il corso.
Entra in ogni bar e, dopo aver acquistato un tubo di
pringols (pringolse), chiede di un certo Maicol
(insomma ci siamo capiti…).
Ma senza risultato.
Conoscono un Gionatan, un Gion, financo un Gionni.
Ma Maicol proprio no: “de’ ma sei siura? Un nome ‘osí
un se’ mai sentito!!! Ma sei briaa giá dimattina?
Casomai prova al quartiere Sciangai o a Guasticce...
se un’abita la’ un’esiste”

Poco lontano in un sordido scantinato del Quartiere
Venezia, accanto ad una canale maleodorante, avviene
un evento prodigioso: attraverso un varco
spazio-temporale, annunciato da un fulmine (a ciel
sereno)...

In quello stesso momento al Civili, davanti a un
ponce, un classico esponente della livornesitá sulla
terra - grandi occhiali raiban avvolgenti e giacchino
di pelle di ordinanza – sta pensando pensieri alti e
filosofici che rimandano ai massimi sistemi:
“boia bellino l’ornitorinco...”
“de’ ma ‘sta KIKKA ‘ca vole?”
“de’ vabbeh chiude ‘r blogghe, ma armeno ci potevano
dí se Eli era partita o no...”
“boia bellino l’ornitorinco...”

Dalla porta, tra lo stupore dei presenti, entra
all’improvviso l’essere, vestito manco fosse
Schwarzneger (sciuarzneghe) in Terminator.
Capelli lunghi neri, cappello con la visiera, cuffie
di foggia inusitata ed una giacca di pelle nera dove
appare in bella evidenza la scritta L.A.L.E. (un
acronimo incomprensibile, quasi un acrostico).
Piú piccolo sotto si legge un agghiacciante “servizio
terminazione – prezzi modici”.

Mentre i presenti si chiedono se hanno esagerato con
l’alcol (“de’ occhecciaimesso nel ponce stamani?”)
fa la sua comparsa la figlia dei fiori che,
trascinando un pesante fardello, entra e capisce
tutto: lo vede, lo riconosce e vedendo il ghigno
dell’essere grida “Maicooooo noooooo!!!!”.
Prontamente lancia in rapida sequenza i suoi 28 tubi
di pringols (armi di distruzioni di massa
praticamente) contro l’essere che ormai, con ferina
agilitá, ha tirato fuori un fucile a pompa da
plantigradi ...

Nel frattempo in un parco poco lontano un distinto
individuo dall’aspetto messianico sta portando il giro
il Suo cane.
Mentre il cane gioca con quello di un grasso signore
pelato vestito manco fosse l’Ari Krisna, il distinto
individuo se ne sta affacciato sulla piscinetta del
parco, con aria molto annoiata.
Un piccolo bambino venuto a giocare con la barchetta
nella piscina urla alla mamma “de’ vieni va mamma, i
pesci rossi!!!! Sono diventati dumila!!! N’hanno dato
l’oggiemme!!!”.
La mamma accorgendosi dello strano individuo urla al
bambino di non infastidirlo con quelle fantasie.
Il distinto individuo peró si gira di scatto e con
fare solenne proclama: “lasciate che i bambini vengano
a me”.
Intanto i 2 cani si stanno accoppiando sotto lo
sguardo inebetito del signore pelato che dondola la
testa come in estasi mistica...

Intanto Eli, nella sua piccola stanza, continua con le
sue Grandi Domande:
“ma perché io sono ancora qua se lui non é qui, ma è
la’, mentre io non sono lí?”
“avró lasciato il gas acceso?”
“ma almeno l’ornitorinco esisterá, o sará una specie
di animale mitico ed epico, una sorta di idealtipo
reificato dell’esistenza asfittica di un divenire
incerto e mercificato?”
“avró finito anche la pasta?”
[…]

Ma torniamo al Civili....

TO BE CONTINUED...

sabato, novembre 24, 2007

Metanopoli


Qui dicono che prima o poi tocca a tutti un giro a Metanopoli.
E giovedì scorso è toccato a me.
In effetti, era proprio la giornata giusta: nebbia e pioggia mi hanno costantemente accompagnata in questa trasferta verso la milanesissima sede centrale di ENI, Metanopoli appunto, com’è stata affettuosamente (?!) ribattezzata dai suoi dipendenti.
Il viaggio è iniziato su un’asettica golf grigia, con le cinture allacciate anche per i passeggeri dietro, che si muoveva spedita in un’autostrada piena di camion ed altre macchine grigie, e con una cortina di grigio uniforme come unico paesaggio disponibile oltre l’asfalto.
Beh, a voler essere sincere ogni tanto emergevano dalla nebbia i tralicci della luce, ed alcuni portavano pure appollaiati sopra dei segni di vita, in forma di sparuti, spettinati ed infreddoliti uccelli neri (strano…loro non erano grigi!).
Triste, penserete, ma almeno ti dava il conforto di sapere che c’era ancora un mondo oltre l’autostrada.
A completare il processo di estraniazione ci ha pensato il progressivo emergere di palazzoni di cemento, ovviamente grigi, ed un insolito bianconiglio in veste di maserati bianca fiammante che ci ha tagliato la strada in tangenziale inserendosi davanti a noi e scortandoci così gentilmente fino ai cancelli di Metanopoli.
Già in macchina avevo captato frasi strane quanto preoccupanti del genere “vi lascio alle torri o al cinque?”o “ma loro possono avere l’accesso per il tunnel sotterraneo o no?” e l’arrivo a Metanopoli mi ha confermato il fatto che più che nel Paese delle Meraviglie ero finita dritta in una puntata del cartone animato Conan (chi se lo ricorda?). Davanti a me si sono parati una serie di enormi blocchi di ferro, vetro e cemento che sono il cuore pulsante di Metanopoli, ma che in teoria dovrebbero anche rappresentare un grande tentativo di costruzioni a basso impatto ambientale. Quando ho fatto notare l’immane tristezza emanata dai numerosissimi cespugli secchi di una qualche erba infestante penzolanti dai tetti a balcone, mi è stato risposto:”Ma dai! E pensa che il complesso è stato studiato per avere il minor impatto possibile…dicono che dall’alto non si nota”.
Già,ma da mooolto in alto…e fra l’altro se non vuoi far notare un edificio a S.Donato milanese non lo fai verde…lo fai grigio!
Ma forse adesso è meglio invocare il nostro caro amico Velo Pietoso e stenderlo sul continuo all’interno di Metanopoli, a cui si accede consegnando la carta di identità, passando cinque, cinque!, check-in e firmando una serie di fogli imbarazzante; dove i corridoi sono grigi, le pareti pure, i soffitti idem, ma grazie a dio le sedie sono rosse; dove la mensa costa 8.80 ma ha il banchetto col kebabbaro; e dove c’è anche un fantastico lago artificiale, contornato di cemento e la cui unica ragione di esistere si manifesta solo in caso di incendio…
…benvenuti a Metanopoli, e lasciate ogni colore o voi che entrate!

giovedì, novembre 22, 2007

Tutta colpa del bicromato

Ecco. Una manca da lavoro per un giorno e una specie di bomba di follia esplode nella sua beneamata stanza 26 facendo straripare i commenti del proprio blog. Vi siete accorti di quello che è successo (altrimenti date un occhiata ai commenti di questo post, un po’ lunghi ma meritano )? Demiurghi che si mettono a creare improbabili, ma irresistibili, personaggi immaginari: la svampitissima kikka, il livornese Maicol, dom77 e il guruGesù e altri personaggi più reali, ma non meno folli, che si mettono a discutere nei commenti del nostro piccolo blog. Mica stavate pensando che fosse tutto vero?

Pura finzione verrebbe da dire, ma in realtà la cosa è più sottile: quanto c’è di reale nella follia e quanto di folle nella realtà? Forse solo il saggio guruGesù saprebbe dircelo. Ma soprattutto come ha avuto origine questa follia collettiva?

Non è facile dare delle risposte ma visto che la stanza 26 si trova all’interno di un istituto di ricerca almeno uno straccio di risposta bisogna cercare di metterlo in piedi...

Dopo accurate deduzioni abbiamo deciso che è tutta colpa del bicromato che qui al cnr non manca e che forse è più tossico di quanto riportato in letteratura…

Certo è che a me il livornese stava simpaticissimo, e un po’ mi dispiace che non sia reale, e poi Elisa vuoi mettere la soddisfazione di aver conquistato il cuore di quel romanticone di dom77?!! Io non mi lamenterei! Mi mancheranno … voi dite che si rifaranno vivi?

lunedì, novembre 19, 2007

La Perfetta Sangria

E' quando si è a cena con amici o colleghi simpatici, magari davanti a milioni di buonissime tigelle fatte in casa, che di solito si viene a conoscenza di quei piccoli episodi che accadono più spesso di quanto non si creda nelle nostre vite normali, ma che per il loro comico surrealismo entrano di diritto nella leggenda degli Aneddoti e quindi, di conseguenza, nel nostro blog...
Questa, per esempio, è la storia della Perfetta Sangria.
Per chi non lo sapesse, e temo siano in molti, la Perfetta Sangria è stata creata, e debitamente bevuta, durante un ritrovo famigliare in quel di Caserta un paio di anni fa. Alla festa, organizzata dal babbo della mia collega Lilia, partecipava la solita marea di parenti che era arrivata lì da posti più o meno lontani e con tanto di vari doni mangerecci od alcolici per l'ospite.
Per l'occasione la mia collega aveva deciso di fare come cocktail di aperitivo una bella Sangria rinfrescante e quindi, al momento di prepararla, scese in cantina per recuperare un vino qualsiasi da mischiare al succo d'arancia ed alla frutta. Dopo un po' di meditazione perplessa davanti alle bottiglie allineate sulla mensola, decise infine di prelevare l'unica che proprio non conosceva, pensando che fosse un recente acquisto del babbo al supermercato.
E così, bella spensierata, svuotò la bottiglia dal nome strano nel mescolone di frutta e succo.
Adesso, o voi lettori svegli (ma anche voi addormentati!), potrete facilmente immaginare cosa sia successo poi:
il cugino enologo, snob, ricco ed appassionato di vini rarissimi, dopo aver assaporato quella che poteva con una certa sorpresa definire la Sangria più buona che avesse mai bevuto, decise di fare sfoggio a tavola del dono che aveva portato, una bottiglia di vino tanto introvabile quanto pregiato, e andò a cercarla in cucina...dove infatti infine la trovò, accanto al cartone del succo d'arancia ed alle bucce di pesca, ed inesorabilmente...vuota!
E fu così che, fra la costernazione del cugino enologo, l'imbarazzo della collega e il divertimento di tutti i presenti, la Sangria Perfetta venne bevuta fino all'ultima goccia, alla faccia del vino introvabile e di tutti noi che sfortunatamente non eravamo presenti alla festa!

mercoledì, novembre 14, 2007

Non si sopporta più



Parto … o non parto.... questo è il dilemma di Elisa, e a me ultimamente sembra di avere per amica uno strano incrocio tra Amleto e un ostetrica, e le mie guance sono naturalmente troppo pacioccose per immedesimarmi a pieno nel ruolo di teschio!
Insomma questa ragazza deve prendere una decisione e, non so voi, ma io la metterei subito su quel dannato aereo, la legherei ben bene e la manderei da quel suo stregone, altro che consigli su rimpianti e rimorsi, una bella pedatina e zac: Elisa nell’altro emisfero - per la mia pace personale se non altro!

venerdì, novembre 09, 2007

A tutti gli Spugna sperduti

Guardando il dettaglio del nuovo ruzzino di cui abbiamo fornito il nostro blog, ci siamo rese conto che capita qui un certo numero di persone che si collega dai posti più impensati, paesi in cui non abbiamo nemmeno uno straccio di prozio-cugino-parente di ennesimo grado né tantomeno ex amici di penna delle medie o … dei fidanzati vagabondi.

E che quindi sono capitati qui per caso.

Ora abbiamo cercato di capire come si fa ad arrivare per caso al nostro blog e la risposta più semplice è … la gente cerca notizie sulla vitamina R e trova noi.

Ora visto che siamo bimbe a modino noi vorremo fare un bel saluto a questi bimbi sperduti..o meglio Spugna sperduti della rete:

Ola Amigos!

Allora vediamo, ci dispiace tanto e capiamo la frustrazione di chi sta cercando ingenuamente in internet qualche ricetta per un buon cocktail a base di rum e si trova a leggere i deliri di due zitelle di provincia… quindi senza dubbio per prima cosa chiediamo scusa.

Comunque pensandoci bene perché non restate un attimo a leggerci? In fondo non siamo troppo diverse da un rum… invecchiate al punto giusto, concediamo a qualcuno il lusso di una ridacchiata senza senso mentre ad altri torpore assoluto; facciamo del nostro meglio per andare giù lisce e anche se, in effetti, stare con noi può lasciare qualche strascico di mal di testa, il più delle volte non siamo così male!

Via, dateci una chance, o almeno la prossima volta che vi servite un bel rum 8 agnos brindate anche alla nostra!

mercoledì, ottobre 31, 2007

Halloween, che inferno!


"Attento piccolo bambino facilmente impressionabile: la notte di Halloween ci sono i demoni in giro e posso prenderti e portarti all'inferno con loro!Il diavolo se li mangia con gusto i piccoletti teneri come te..."

Ma che storie buffe vi raccontano. Mangiarli??? Ma non sia mai!Ormai sono secoli che sono diventato vegetariano...altrimenti secondo voi perchè mi rappresentano spesso con le sembianze di una capra? Avete mai visto una capra mangiarsi una tagliata? Al massimo la rucola intorno... e non fate quelle facce meravigliate, provateci voi a vivere in un posto dove c'è sempre odore di carne arrostita, qui sembra sempre la sagra internazionale di Kebab ad Istambul, che nausea...E' ovvio che poi ad un povero diavolo venga tanta voglia di una bella mozzarella con insalatina mista!

Ma non scherziamo, ho pure la pressione altissima, voi non avete idea di cosa significhi essere l'amministratore unico di questo infernale inferno che è l'Inferno...sono sempre con la boccetta di alcaselzer in tasca, e l'olter pressiorio ogni 15 giorni, e ringraziate non certo il cielo che ci sono io ad occuparmi di tutto.

Si, perchè qui è una vera bolgia, c'è un sovraffollamento che in confronto Pechino è una città quasi disabitata...e poi tutta gente parecchio ingestibile, sapete? e questo per colpa dei signorini oddio-mi-sporchi di lassù. Quelle carogne della Totapulchra infatti hanno fissato degli standard così alti per entrare nel loro priveè che adesso si ritrovano con qualche sparuta vecchietta e poco di più...tutto lindo, tutto silenzioso e tutto ordinato...mentre qui, veri e propri gironi infernali!
Gruppi metal che fanno concerti ad ogni ora del giorno e della notte, filosofi e politici che organizzano comizi in tutti gli spazi liberi, e ce ne sono pochi, mondiali di calcio ogni due mesi e calciomercato ininterrotto per 365 giorni l'anno, continue feste, raid, saccheggi e grigliate miste!
Un delirio!
E non parliamo poi del costante dilemma su quali pene inventare per i nuovi esclusi dal paradiso club e compagnia bella... qui anche il mio vecchio braccio destro Sommo Poeta (non ricordo mai come si chiama..) sta cominciando a perdere colpi: pensate che ha stabilito che tutti gli Hacker, come supplizio, siano arruolati nella Marina Infernale. Quando gli ho chiesto spiegazioni, ha detto che non c'è pena peggiore di questa per un Pirata...

Ma soprattutto adesso il problema insormontabile è lo spazio...qui sono secoli che la gente si sta stipando. Ai tempi di Caino, ogni peccatore che arrivava poteva permettersi di occupare un intero girone, con alloggio, parcheggio e zona barbeque...adesso stanno tutti appiccicati in grossi condomini e immaginatevi che vita fanno quei poveri diavoli di amministratori! sembrano loro i condannati alla pena eterna, credetemi.
E di conseguenza qui i demoni mi abbandonano per servire personaggi molto più in voga come quel Gates, e comincia pure a scarseggiare il personale.
E credete che questo sia il peggio? beh, vi sbagliate!adesso il signorino lassù, che si automaledica, ha cominciato a dire che c'è bisogno di dare un'impronta più giovane all'impresa, che bisogna rinnovare il vecchio, ci occorre pure un taglio del budget e ha quindi cominciato a parlare di "ridimensionamento necessario"..."bene" ho pensato "adesso leverà un po' di ettari alle villozze di quei leccac...ehm, dei santi e me li passa, almeno tiro una boccata di zolfo anche io..."macchè!in un battibaleno che ha fatto? Mi ha tolto il mio più sovraffollato centro di prima accoglienza, il Limbo!E io che ci stipavo i casi più ambigui da millenni...e adesso mi ritrovo con miliardi di anime accampate sullo stige che quelli lassù non vogliono e che quindi devo far traghettare di qua...ma indovinate un po'?
Caronte è in sciopero per il rinnovo del contratto!!!!
Me medesimo, voglio piangere...
e quindi stasera, per favore, se proprio volete donare qualcosa ai miei demoni...accettano qualsiasi valuta corrente e non e pure ogni tipologia di pagamento!

Grazie mille e buon halloween...(azz, mi devo andare a preparare per il the con le mie care zittelle ed i loro gatti...sabba, mi pare che si chiami su da voi!)

venerdì, ottobre 26, 2007

Bologna a Nord, Bologna a Sud

Bologna è a nord perchè è dotta, e per i suoi dipendenti essere Produttivi è uno stato mentale;
Bologna è a sud perchè è grassa, e alla sua gente piace mangiare tanto, e bene, e passare intere serate a tavola insieme.

Bologna è a nord perchè la gente porta a spasso i cani con in mano sacchetto e paletta;
Bologna è a sud perchè quasi nessuno paga il biglietto dell'autobus.

Bologna è a nord perchè è razzista;
Bologna è a sud perchè c'è posto per tutti, anche per il duo comico degli "Aiutanti Geosystems" .

Bologna è a nord perchè i suoi parchi sono puliti e c'è pure il laghetto con le papere in libertà (che magari raggiungeranno chissà dove le colleghe di Central Park in inverno...);
Bologna è a sud perchè la sua tangenziale è un girone dell'inferno nelle ore di punta.

Bologna è a nord per il suo clima orribile;
Bologna è a sud perchè i bolognesi sotto la loro scorza iniziale sono gentili ed accoglienti.

Bologna adesso è indecisa.
Una città creata a misura d'uomo che è cresciuta troppo in fretta e ora deve combattere contro problemi che non sono mai stati suoi.
In bilico fra efficienza e goliardia, in bilico fra Nord e Sud, in bilico fra ciò che era e ciò che deve diventare, Bologna continua comunque ad offrirsi completamente a tutti coloro che per caso o necessità iniziano a viverla...ed in fondo ha ragione Marianna quando ti dice che basta sperdersi nelle sue strade del centro per capire che alla fine non siamo affatto cadute male a questa sosta delle nostre vite in viaggio...


...e comunque Bologna è decisamente troppo a nord per dove vorrei essere io adesso...

venerdì, ottobre 19, 2007

1984?

sicuramente sarà la solita bolla di sapone e vi faccio partecipi della notizia solo perchè sono in pausa pranzo, sola soletta davanti al computer e non ho nessuna ispirazione per qualcosa di più costruttivo...
però, se la cosa poi dovesse davvero realizzarsi...
...beh, date un'occhiata a questo articolo e poi, magari, rileggetevi il caro Orwell.
Dite di trovarci qualche similitudine?
Ma no...sono solo coincidenze...

martedì, ottobre 16, 2007

Io e Doris

Ero sulla macchina ad aspettare la mamma che stava comprando le sigarette, in mano avevo la busta dei libri del mio ultimo anno di liceo appena comprati. Tomi tosti e impegnativi, su cui mi accingevo a passare un anno strano, bello, tosto ed impegnativo, ma la mia curiosità era tutta per il librino piccolo e verdastro cha la prof di inglese ci aveva consigliato come lettura. Stesse edizioni del amato-odiato Dubliners dell’anno prima. Il nome non mi diceva niente e non avevo un’idea ben precisa di cosa significasse quel cattle nel titolo, ma mi misi lo stesso a leggere, a farmi rapire dal suono di quelle parole, che giocavano con la mia immaginazione di diciottenne.
Era il mio primo incontro con Doris Lessing, il mio primo incontro con le sue parole e con il suo mondo. Meraviglioso, emozionante, vivido, sincero. Un mondo che ho amato subito e che in qualche modo ha dato una piega al mio mondo.

http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1174
&titolo=Premio%20Nobel%20per%20la%20
letteratura%20a%20Doris%20Lessing

lunedì, ottobre 15, 2007

La riscossa di Pandora

Per questo post, mio caro lettore, occorrerà un po' della tua immaginazione.
Per iniziare, una cosa facile: immagina di essere nello spazio e di star osservando quella simpatica biglia azzurro verde che è il nostro pianeta…facile, vero?
Ora avvicinati, e focalizzati su questa penisola a forma di stivale sciccoso che hai proprio sotto gli occhi: come ti sarai già accorto è notte, e lo stivale brilla di milioni di luci di tanti colori, mentre sulla superficie si stanno muovendo più o meno freneticamente i suoi abitanti indaffarati.
Molti di loro si stanno spostando con i treni, li vedi? Sono quelle strisce colorate che si muovono in linea retta,o quasi…e se provi ad avvicinarti ad uno di loro, ad esempio quello che si sta muovendo veloce verso sud, diretto verso l'eterna Roma, nell'ottava carrozza troverai una tua vecchia conoscenza.
Eh sì, non ti stai sbagliando: quella ragazza che sembra dormire appoggiata contro il finestrino, coperta con la sua giaccchina verde che si era comprata in erasmus e con i capelli biondi che le ricadono a ciocche disordinate sul viso è proprio la ragazza col mac, probabilmente alle prese con un altro tiro mancino di Pandora.
Coraggio.
E' a questo che sta pensando proprio adesso la ragazza col mac, perchè tutti le stanno dicendo in questi giorni che lei ha coraggio ed anche tu, riflettendoci, ti ricordi di averla lasciata circa un anno fa, mentre accendeva la sua uno grigia e si incamminava, stupida ma coraggiosa, sulla strada percorsa tante volte verso una battaglia già persa da tempo.
E adesso, quasi un anno dopo, la ritrovi invece su questo treno veloce che la sta portando, sorda a tutti i consigli, a dire arrivederci, o forse addio, al suo amore.
In effetti sono cambiate parecchie cose dallo scorso novembre nella vita della nostra amica: adesso lavora, o almeno ci prova, non ha più la sua Uno grigia, sostituita da una fantastica Palio gpl, ed il suo mac nero non è più solo, ma divide l'affetto ed il tempo della sua padrona con un nuovo e un po' presuntuoso mac grigio, di quelli con due cuori...ma soprattutto, se tu potessi leggere anche dentro di lei, scopriresti che in questi ultimi mesi era tornata ad essere felice, e spensierata, e pure un po' bambina, perchè era riuscita a sostituire completamente la passione, forte ma fatua, che la consumava l'anno scorso con questo nuovo, sconosciuto ed immenso sentimento, che le scorre dentro con la forza di un fiume.
E come un fiume con il suo scorrere inarrestabile ridisegna il territorio intorno a sè, così questo sentimento non solo ha ridisegnato intere regioni dentro la ragazza col mac, ma le ha pure permesso di incanalarlo all'esterno per ridisegnare una parte del suo mondo. E l'ha resa felice.
Domani la sorgente di questo fiume le partirà per l'altra parte del mondo e lei vuole esserci, vuole vederlo passare di là dalle barriere dell'aeroporto e vuole imprimersi indelebilmente gli ultimi fotogrammi di lui nella memoria, cercando con tutto il cuore di non credere che quella sia l'ultima volta.
Per questo le hanno detto che ha coraggio.
E noi la lasciamo qui, piccolo essere coraggioso e sperso, mentre continua il suo viaggio nella notte verso la grande città e le gira beffarda in testa, nel limbo del dormiveglia, una frase imparata da Benni:
"Elianto, e adesso cosa accadrà?"

lunedì, ottobre 08, 2007

La Compagnia delle Celestine

in questa giornata tiepida di primo autunno ho deciso di narrarvi la storia della più epica partita di Biliardino (volgarmente conosciuto anche come Calcio Balilla) che sia mai stata disputata da quando quel glorioso gioco ha visto la luce.
Infatti in nessuno degli stadi più rinomati di questo sport nazionale - le fumose sale giochi cittadine o i marcissimi baretti di periferia - si è assistito ad una battaglia tra gli omini rossi e blu così spettacolare come quella che avvenne venti anni or sono nel Tempio del calcio balilla: l'Asilo Comunale della SS.Annunziata.
In quegli anni l'asilo era sotto lo stretto controllo della Suora: un mastodontico essere umano di genere femminile e dal vocione tonante, interamente ricoperto di pesanti gonnelloni neri e probabilmente discendente in linea diretta di quell'amante del mondo infantile che era Erode.
La Suora, era più forte di lei, ma proprio non amava i bambini (era sicuramente una zitella o.m.d, cfr. il Vademecum per chiarimenti) e ne sono testimoni i numerosissimi cucchiai di latta deformati nelle più strane figure a causa di ripetuti "incontri" con malcapitate testoline ritenute troppo rumorose. La leggenda narra che la Suora ne tenesse una collezione personale con quelli riusciti meglio, ma tale presunto tesoro, ahimè, non è mai stato rinvenuto.
Però le piacevano un sacco di altre cose: adorava la danza ed il teatro - i suoi spettacoli per la Festa della Mamma sono parimenti leggendari alla collezione di cucchiai - adorava allestire Fiere di beneficenza e soprattutto, più di ogni altra cosa, adorava Vincere a Biliardino contro i mocciosi che era costretta a sopportare per troppe ore al giorno.
Era decisamente il suo passatempo preferito.
Purtroppo però la Suora aveva due grossi problemi:
1. Non sapeva assolutamente giocare da sola, ma in una maniera così imbarazzante che riuscivano a batterla anche i bambini più piccoli e negati.
2. Era un attaccante micidiale ed inarrestabile, ma era totalmente negata per il ruolo di difesa. Praticamente chiunque poteva farle gol.
Per ovviare a questi spinosi problemi, che da soli avrebbero potuto portare ad una inconcepibile sconfitta, la Suora aveva escogitato un metodo semplice quanto letalmente efficace: stava in attacco e si prendeva in difesa i bambini più talentuosi per quel ruolo (anche se non ricordo quali provini facesse alle povere creature).
Ovviamente ogni gol subito, seppur raro, comportava un bel nocchino alla malcapitata creatura in difesa e da ciò si può chiaramente dedurre che quello di sparring partner della Suora non fosse proprio il ruolo più ambito...ma chi poteva rifiutarsi?
E fu in questo clima di dittadura sul calcio balilla che l'imponderabile ebbe luogo.
A quel tempo all'Asilo c'era due bravissime giocatrici di biliardino:
la prima era il Cappello di Fata, che la Suora aveva ribattezzato la Fatina e che era in assoluto il miglior Difensore nella storia dell'Asilo...farle gol era un impresa, ma ancor peggio era cercare di parare i suoi lanci dai terzini. Ovviamente da quando la Suora aveva scoperto la Fatina se l'era presa subito come compagna di squadra, segnando l'inizio di una serie interminabile di vittorie umilianti per chiunque si proponesse o fosse obbligato a sfidarle.
Tutti tranne forse una sola: la Ciliegina. Era l'altra bravissima giocatrice, un attaccante nato il cui colpo migliore - il gol dalle seconde punte esterne in diagonale - lasciava di stucco anche i giocatori più anziani e navigati, mentre per lei era solo normale amministrazione. La Ciliegina ovviamente non poteva giocare insieme alla Suora, essendo parimenti negata in porta, ma godeva di una sorta di immunità da vendette e cucchiai, grazie ad un'inspiegabile ma grande predilezione della Suora nei suoi confronti (forse perchè era la protagonista dei suoi spettacoli?) e la sfruttava per giocare al Biliardino potendosi scegliere il compagno...cosa che diminuiva di tanto il margine di gol con cui comunque la Suora riusciva sempre a batterla.
E la storia sarebbe anche potuta finire qui, con questi due grandi talenti del Calcio Balilla affogati uno nell'imposizione e l'altro nelle sconfitte, ma è sempre in queste situazioni scontate che il destino decide che si sta annoiando ed interviene per mischiare un po' le carte in tavola. Per questo motivo, forse, accadde un piccolo evento che ebbe grandi ripercussioni: la Fatina e la Ciliegina, nonostante una fosse chiusa e l'altra espansiva, una taciturna fino al limite e l'altra anche troppo chiacchierona, una mora e l'altra bionda (questo forse non c'entra, ma mi serviva qualcosa per chiudere l'elenco...), divennero amiche.
Ma amiche vere, come solo all'Asilo si può diventare.
Questo piccolo grande fatto, miei cari lettori, porta al succo della nostra storia: perchè due amiche vere, da che mondo è mondo, vogliono giocare insieme.
E così decisero di fare le nostre due piccole giocatrici: sfruttando il carattere caparbio ed irremovibile dell'una e le capacità di blandire ed insistere dell'altra, un giorno memorabile convinsero la Suora a farle giocare a Biliardino insieme, e contro di Lei.
Ovviamente tutti i bambini compresero all'istante che stava accadendo un qualcosa di storico e si accinsero a prendere posto tutto intorno al Biliardino, dividendosi fra i sostenitori dei Rossi, ovvero la Suora ed il temibile portiere Testa-Quadra Venturi - degnissimo antagonista della Fatina - e quelli delle Celestine, le nostre coraggiose amiche. Fu in questa cornice di pubblico e tifo, dopo i saluti rituali prima dell'inizio e l'altrettanto rituale "palla o campo", che ebbe inizio La Partita.
Le fasi del gioco si perdono oramai nei meandri del mito, ma si narra ancora di azioni che durarono interi interminabili minuti fra tiri, ribattute, muri a centrocampo, palla-contesa-palla-alla-difesa, finti rifrulli e pali colpiti...i gol si susseguirono quasi con regolarità da una parte e dall'altra: se una squadra riusciva ad andare in vantaggio di un gol, l'altra la racciuffava subito, finchè non si giunse all'incredibile e fatidico 5-5.
Mai nella storia qualcuno era riuscito ad arrivare al pareggio alla fine delle palline regolamentari con la Suora.
Già quello era un risultato da tramandare ai posteri e soprattutto da raccontare la sera stessa a tutti i genitori.
Ma la tensione a quel punto non calò di un grammo: nonostante questo risultato, infatti, nessuno dei quattro giocatori aveva intenzione di chiudere in un pareggio quella partita, sarebbe stato un affronto vero al Dio del Biliardino. E quindi si decise di andare avanti ad oltranza: avrebbe vinto la squadra che per prima avesse segnato due gol consecutivi all'altra.
Arrivarono fino al 12-12,con un equilibrio così marcato che ormai nessuno sperava più di poter vedere una vittoria e ancor meno di poter fare la merendina delle quattro, quando all'improvviso si materializzò ciò che era nell'aria da quando si era deciso di giocare quell'incontro:
il segnale della svolta fu dato un fantastico gol dal terzino destro della Fatina, una bomba imparabile che aveva letteralmente scardinato la difesa coriacea di Testa-Quadra e che portò le Celestine sul 13-12.
Improvvisamente cadde il silenzio tipico di quando qualcosa di grande sta per accadere...e al solo suono degli urli della Suora e della pallina che schizzava impazzita fra il legno degli omini rossi e blu, ad un tratto la Ciliegina si ritrovò la palla sui piedi della seconda punta sinistra e contemporaneamente vide tutta la difesa di Testa-Quadra irrimediabilmente spostata a coprire quel lato.
Era l'occasione irripetibile per il colpo in diagonale e la Ciliegina, inconsciamente, di puro istinto, fece quel suo tanto naturale movimento del polso.
Decine di coppie di occhi seguirono la pallina, che rispose a quel movimento avviandosi non troppo velocemente, quasi beffardamente e decisamente imparabile verso il tanto agognato gol della vittoria.
Vittoria!Vittoria!
La Suora era caduta, per la prima volta nella storia, e tutti corsero ad abbracciare le Celestine ancora incredule di ciò che avevano appena fatto.
Nessuno avrebbe mai più scordato quel giorno.
E da allora, dopo che la Suora "accettò con grazia" la sconfitta e addirittura permise loro di continuare a giocare insieme (ma mai più insieme contro di lei...) le Celestine non si sono più separate, e sono 25 anni esatti che continuano ad essere protagoniste di grandi scontri a Biliardino in varie parti della Toscana, ma soprattutto che continuano ad essere grandi amiche, perchè le amiche vere dell'asilo, si sa, vogliono continuare a giocare insieme per tutta la vita...

Buon Anniversario, Ste!

mercoledì, ottobre 03, 2007

Sorpresa! - post provvisorio e demenziale

Giusto per prendere per i fondelli la nostra beneamata coautrice...


"Pizzicottino quanto sei buono!"



PS. lo puoi togliere quando vuoi...dehihihohoh...

sabato, settembre 29, 2007

Pasticcio di maccheroni

Mi piace cucinare. Ma ci sono delle ricette che proprio non capisco.
Mi piace la vita. Ma ci sono delle situazioni di vita che proprio non capisco.
Il pasticcio di maccheroni ad esempio. Come si fa a mettere insieme degli avanzi di frigo, cose che il giorno dopo non sarebbero più buone, farle stare insieme fisicamente e farne venir fuori una cosa da leccarsi i baffi? Vi sembra che abbia senso tutto questo?
L’amore ad esempio, uno ha nel cuore un baule di dubbi, illusioni, paure, pensieri, fissazioni, desideri, mezze risposte, mezze inadeguatezze li mette insieme a quelli di un altro e puff ne viene fuori qualcosa di buono. Vi sembra che abbia senso tutto questo?
Prendete il pasticcio di maccheroni uno può intuire che pasta, carne, polpettine, formaggio ecc ecc, stanno bene insieme, ma cosa spinge a spendere delle energie per farli stare assieme, e poi bisogna accendere il forno, con il rischio di bruciare tutto?
Voi ce l’avete una risposta?
Prendete l’amore ad esempio, cosa spinge due persone ad aprire il baule del cuore e mettere in condivisione cose che stavano bene anche da sole, e altre che vabbè forse sono rimaste nel baule per troppo tempo e che ci vuole un bel coraggio a tirarle fuori e offrirle a qualcuno?
Voi ce l’avete una risposta?

venerdì, settembre 28, 2007

A woman in Loop

Certe cose fino a quando non arrivano non sai che era tutta la vita che le stavi aspettando (no via, non esageriamo…non proprio tutta la vita) e quando arrivano ti domandi: come diavolo ho fatto a vivere senza?
E poi, chi se lo aspettava?
Certo uno ci spera sempre…voglio dire, un album di inediti con la E street band!!
Come si fa a non sperarlo.
Come si fa a non sperare che l’amatissimo e semivenerato Babbo Bruce (Springsteen) non abbia ancora qualcosa da dirci!
Un po’ come nel resto della vita, uno va avanti perché un pochino ci spera sempre che arrivi qualcosa di bello, qualcosa che ti travolga in un loop di pensieri, quel loop che molti chiamano innamoramento o che la più arida fisiologia chiama connessione sinaptica a circuito chiuso...
E quando qualcosa del genere arriva davvero - anche se raramente - uno dice: “ok almeno stavolta Pandora non è stata così stronza!” (l’album è potente e abbiamo trovato i biglietti per Milano!)
Solo che a differenza dell’amore Bruce raramente tradisce, e se succede si fa perdonare (tranquillo Babbo ti ho perdonato di aver sposato quella Patti “Scialba”, magari però smettila di portartela dietro con la band!) e quindi spero che anche voi vorrete perdonarmi se in questi giorni saldo le cuffie agli orecchi, mi immergo in un loop di “Magic” e me lo ascolto come se al mondo non esistesse altro.
Come se non ci fosse altro scopo che arrivare preparati e carichi al 28 novembre, pronti a saltare e cantare fino a perdere la voce durante l’ennesima festa che Bruce ci sta preparando.

sabato, settembre 22, 2007

"Grazie!"

Squillo del cellulare, lo Stregone guarda perplesso il display che segnala un numero sconosciuto e poi risponde.
"Raphael? Ciao sono Giulio di S.Egidio...come stai?"
Allo Stregone ci vuole un attimo per capire che sta parlando con un vecchio amico del suo paese che non sentiva da anni. Le ultime informazioni che aveva avuto su di lui lo davano fidanzato con un'altra ragazza del paese e a fare scavi archeologici fra l'Emilia ed il Nepal...
Dopo il solito scambio di convenevoli l'altro arriva al vero motivo della telefonata:
"Sai, Raphael, ti ho chiamato soprattutto per dirti grazie, di cuore.
il fatto è che io e la mia compagna abbiamo deciso di trasferirci alle isole Andamane e aprire un ristorante laggiù. La nostra unica paura era su come l'avrebbero presa le nostre famiglie e in realtà ci eravamo già preparati psicologicamente ad una vera e propria guerra...
E invece, dopo che finalmente avevamo raccolto tutto il coraggio a quattro mani e avevamo annunciato ufficialmente il trasferimento, al posto dell'aspettato scoppio di indignazione, proteste e scene varie è arrivato un unico commento da parte di mio padre - "Ah,beh, non è che poi andate così lontani...pensa che Raffaele se ne va addirittura in Nuova Zelanda!Lui sì che si trasferisce bello distante!"
E quindi grazie Raphael...se tu non fossi stato così pazzo da finire aldilà del mondo, noi avremmo sicuramente fatto molta più fatica a realizzare i nostri progetti!"
"...Prego..."

mercoledì, settembre 19, 2007

Mobili precari


Abbiamo un travestito in casa.
Se ne sta in cucina da tempo imprecisato e sebbene venga presentato agli ospiti come divano, ben presto chiunque si accorge che c’è una bella differenza tra il Divano Iperuranico di plutoniane memorie e quello di casa nostra.
Non è per essere cattive, ma quello non è un divano: è un pancale travestito da divano!
Ha dei cuscini, una struttura di tubi di ferro e il vezzo di un telo colorato sopra, ma guardiamoci negli occhi: sempre un pancale rimane. Comodo come una tortura medioevale, è sempre oggetto di discorsi del tipo:”quando lavoriamo tutte ce ne compriamo uno nuovo”; solo che questo fantomatico giorno in cui tutte le abitanti dell’ ”attico delle zitelle” lavorano con una certa stabilità non arriva mai…
Ecco cosa succede a non dare un lavoro alla gente!
Succede che delle povere brave ragazze si trovino in casa ospiti del genere, presenze fastidiose ed arroganti che si spacciano spavaldamente come indispensabili ma che invece devono la loro sopravvivenza solo alla precarietà!

martedì, settembre 18, 2007

Intervallo - Previsioni del Tempo


Visto che le nostre celluline grigie sono impegnatissime a star dietro al lavoro e ad altri vari stress esterni permetteteci di pubblicare il metodo migliore per predire il tempo, almeno oggi possiamo sentirci pure noi un blog socialmente utile..
(foto rubbacchiata da una nostra vecchia conoscenza...)

giovedì, settembre 13, 2007

Il primo giorno di…QUORUM (PRIMA PROVA DI QUORUM)

4 minuti al suono della campanella.
Una piccola folla davanti al cancello chiuso. Eli e Lale tengono per mano il loro piccolo blog.
L: Che emozione!
E: Eh sì!
L: Ma ci pensi? il nostro piccolino è stato ammesso a Quorum! questa cosa gli cambierà la vita imparerà un sacco di cose, che bello! Hai letto le istruzioni?
E: Certo, tranquilla. So tutto. Grembiulino arancione, solo pennarelli lavabili, merendina leggera e a mezzogiorno veniamo a riprenderlo.
L: Non le hai lette, vero?
E: Ehm, ma quel foglio che mi hai mandato? Credimi, volevo leggerlo…stavo per farlo, ma sai com’è sono arrivata stanchissima da lavoro, giornata pesante, e quando ho visto il divano.. ehm lo so che avrei dovuto leggerlo solo che c’era Ugly Betty in tv …e il divano morbido morbido…beh…
L: Sei sempre la solita, comunque questo non è un asilo. È un blog game!
E:Occos'è un Bloggamme?
L: è un gioco per blog, una specie di campionato..
E: campionato… Che figata! Ma allora bisogna comprargli le scarpe con i tacchetti!
L: Te li do io i tacchetti... in fronte!! Te e il calcio!
E: Comunque, qualsiasi cosa sia, ci pensi te vero?
L : Ahhh, sempre gli stessi discorsi, quando c’è da pensare a cose concrete tocca sempre a Lale…lale pensa al vestitino, lale pensa agli auguri del compleanno…
E: Ma sei così brava…
- elisa si cimenta nella sua brevettata espressione facciale denominata EliTuttOcchi© -
L: Smettila di adularmi! Gatto con gli stivali che non sei altro!
E: Ehi! Ma hai visto quel blog laggiù?
L: Quale?
E: Quello tutto nero….
L: A me sembra a posto,
E: Ma che l’hanno ficcato nel carbone?
L: No che dici…quello è Revel.. lo conosci no? È il figlio della cognata del vicino di casa di quel tipo strano che giocava con le bambole ma poi lo hanno scoperto che non era vero…
E: Se lo dici te, come hai detto che si chiama? …vabbè non importa per me è….
L: e poi non si giudicano mica i blog dai colori della grafica!
E: Hai ragione … è vero, poi magari diventa amico del nostro e iniziano a fare i compiti insieme….
L: io non ce lo voglio un blog per casa!
E: Come no? Non possiamo mica tirar su un blog asociale e introverso, il nostro blog deve avere degli amichetti!
L: Cosa vuoi dire…”altrimenti diventa un asociale burbero come Lale”?
E: lo sapevo, io non ho detto niente… fai tutto da sola! Ti voglio chiamare Coda di paglia Joe
L: ma era quello che intendevi no?!
E: Si, Joe!E comunque potrei essere d’accordo con te..i giovani blog consumano un sacco di cibo nel pomeriggio…e se mandassimo il nostro a fare i compiti dagli altri?Magari a casa di quella laggiù,guarda…quella mi sembra simpatica!
L: Ma quale? Quella bambina che ci sta facendo le boccacce sdraiata sull’erba bagnata?
E: Macchè!una che ha scritto Zazzà sul cestino della merenda non merita considerazione…dicevo l’altra, quella che sta cercando di colpirla con le proprie caccole da due passi e non ci riesce, sfigata ma simpatica…
L: Aaah, tu parli della figlia dell’amico del vicino della collega…
E:…che giocava con le bambole ma non era vero, immagino…
L: Insomma, lei è La Mira!
E: Buahahahahaha… il tuo sarcasmo è sempre fenomenale! Grande! Ehm…eri sarcastica,vero?
L: No.
E: …
L: Vabbè, è ora che il nostro piccolo entri a scuola..
E: Aaaahhh,Lale presto, scappiamo!!!!Ommioddio!!!!!C’è Sauron!!!
L: Eli, respira, su, da brava, è solo un occhio rosso su una maglietta, vedi? tu non ci stai proprio…e poi guarda che il ruolo di bionda scema in questa scuola l’hanno già preso, mi spiace!
E: Azz, peccato…però mi aveva davvero fatto paura…e invece guardalo, occhialuto e coi capelli a spazzola, il classico secchione..che schifo! Scommetti che questi bloggetti qui diventeranno i secchioni della classe? Sono i classici prima-fila…
L: Oddio, è vero! mi raccomando piccolo bloggino nostro…non socializzare mai con quelli più bravi di te!capito?
E: Ignorante e felice..vai piccolo, in bocca al lupo!

mercoledì, settembre 05, 2007

Viste da Fuori

Dato che il nostro modestissimo Ego non si accontenta di scrivervi constantemente di quanto siamo carine - simpatiche - divertenti - ironiche - spettacolari - ecchipiùneha... allora abbiamo pensato di farci scrivere due pillole per il succitato povero caro Ego, giusto per dimostrarvi che anche il resto del mondo è d'accordo con noi... Specialmente quando abbiamo un qualche potere da esercitare sul mondo in questione! Quindi ecco come ci vedono:

La stagista Francesca:

Il primo contatto con Ale (che a quei tempi aveva ancora un cognome e un nome e non un’abbreviazione da pub) è stato per telefono.
Una volta terminata la conversazione ero già mediamente preoccupata per il tempo che avremmo dovuto passare insieme.
La sua voce infatti non mi aveva trasmesso nulla di buono, ma si sa, la prima impressione è sempre quella sbagliata per cui potevo confidare in una qualche svolta che magari avrebbe potuto trasformare quella voce un po’ piatta in una formidabile compagna di stage.
E infatti così NON è stato.
Il contatto successivo è stato visivo e sono quasi svenuta. Il suo aspetto da secchiona saccente che è brava solo lei e sa tutto solo lei mi ha sdraiato per terra facendomi pentire di non aver scelto uno stage differente, magari presso il consorzio di bonifica di qualche posto orribile.
E poi diciamolo, cosa si può pensare di una ragazza che a metà luglio, con 30° all’ombra si mette la maglietta della salute?
Però ben presto mi sono dovuta ricredere (e non scrivo questo perché lei dovrebbe funzionare da mia relatrice o qualcosa del genere e in teoria avrebbe il potere di rompermi le granseole facendomi ri-scrivere all’infinito la tesi).
Ale, anche se a scoppio ritardato, si è trasformata sul serio in un’ottima compagna di merende con cui condividere questo momento di passaggio chiamato stage.
Ale la guardi e sembra la compagna di classe che alza sempre la mano quando il prof di greco ti chiede di spiegargli cos’è la legge del dattilo finale, per cui sotto sotto vorresti ucciderla, ma appena la conosci un attimino meglio, diventa la miglior compagna con cui condividere le peggiori e le migliori cose che ti passano per il cervello. Perché lei ha questa strana propensione per gli estremi di ogni cosa e ha un amore (che uno psichiatra dovrebbe approfondire) per i deliri in genere.
Ale, è intenta a lavorare al suo MAC (e non toccatele il suo mac perché diventa una degna parente del lupo mannaro), alza la testa e dice qualcosa che racchiude un universo di ironia, intelligenza, acutezza e creatività, qualcosa che sarebbe degno di essere riportato su un libro per farlo arrivare ai posteri che almeno avrebbero la possibilità di leggere qualcosa di davvero interessante. Ale appare un po’ assente, sembra un po’ sulle sue ma l'attività cerebrale sotto quella cesta di capelli (che ho scoperto essere stata cotonata negli anni 90’ e non nei 70’ come uno si aspetterebbe) (e già questo fatto potrebbe dire molto su questa ragazza) è sempre in perenne ebollizione. E forse è per questo che ogni tanto sbotta e dice cose senza senso, ma se ne rende conto e allora capisci che è sempre cosciente e che non è quindi necessario chiamare un’esorcista.
Ha una risata spettacolare, davvero un peccato non poterla mettere sul blog perché finchè non la vedi non ci credi.
Ale è forte e poi è anche un ottima muratoressa, un’ abile falegname e una capace elettricista, insomma, se la trovassi su un banco della Coop la metterei nel carrello perché non è mica scaduta come lei tenta di farti credere!

Il collega di master Raffaele:

Salve a tutti! Mi è stato chiesto da una delle autrici di questo blog (eli) di postare due righe per questo tema "Viste da Fuori".
Beh, io la Eli, vista da fuori, me la tromberei...

giovedì, agosto 30, 2007

Certi Giorni

Ci sono giorni in cui la tua vita cambia.
Si incanala su un nuovo binario che probabilmente la porterà ad una destinazione diversa da quella verso cui stava viaggiando.
Quei giorni così rari ed importanti riesci al massimo a percepirli come diversi, ma mai a capirli completamente, perché loro, i bastardi, fanno di tutto per fingersi giorni qualunque
infatti sono sempre uno di quei giorni in cui ti svegli la mattina e pensi solo che hai sonno e che ti sembra così faticoso prendere il solito benedetto treno, con le solite benedette facce. E poi magari durante la giornata viene un acquazzone, ovviamente quando devi uscire per andarti a comprare il pranzo, e sei contenta perché ti è riuscita una cosa al lavoro o il pomeriggio ti è passato bene grazie ad un collega simpatico.
E in quei giorni inspiegabilmente ti ritrovi ad osservare con interesse i particolari più minimi: che oggi non ci sono le papere nel ruscelletto vicino a Rifredi o che gli autisti del 28 sono tutti inspiegabilmente uguali (clonazione Ataf?) o ancora ti sorprende quanto possa essere bella e calma Firenze sotto il sole d’Agosto e dopo un temporale.
O peggio, ti ritrovi a pensare di far paura con un forte BUUUH! al tizio tutto rintanato sopra un bancomat, o di coinvolgere la gente alla fermata dell’autobus in un bel sirtaki al ritmo di quello che sta suonando nel tuo ipod…
In realtà tuttò ciò è solo un lavorio superficiale della tua mente, perchè l’inconscio, sordo a tutto il resto, è stato in attesa per tutto il tempo di quella notizia, apparsa sottoforma di una manciata di caratteri sul video, e ad essa ritorna per tutto resto dello stramaledetto giorno.
Perché sono state quelle poche parole a sancire il passaggio di binario, a comunicarti che nel disegno del Tempo il tuo filo è stato intrecciato ad un nuovo ricamo e proprio in quel momento ne è iniziata la tessitura.
Ma la mente semplicemente non può accettare tutto ciò, è un po’ troppo per qualcosa razionale come lei, e quindi, mentre l’inconscio si agita per ottenere un po’ di attenzione, lei continua, indifferente, a notare solo gli amati piccoli particolari:
due turisti stranieri che studiano una mappa al contrario nei sedili accanto…
un gatto su un muretto che si gode l’ultimo sole…
le nuvole bianche e basse che avvolgono i monti come una glassa…
due innamorati che si abbracciano sulla banchina del treno come se fosse l’ultima volta che si vedono…

lunedì, agosto 27, 2007

Discorsi Politicamente Scorretti

Chiacchierando a ruota libera con le Figlie di Bruce, è sorto il quesito (ma non chiedetemi perché!) di come sarebbero apparsi i Tre Moschettieri se Dumas fosse stato uno scrittore di best sellers, o peggio di sceneggiature hollywoodiane, contemporaneo, americano e repubblicano…per chi volesse continuare a leggere questo inutile post, ecco a voi la nostra ipotesi.

Di sicuro i quattro protagonisti sarebbero dovuti essere molto politically correct e questo avrebbe richiesto l’ovvia presenza di:
1 Moschettiere Nero, alto fiero e devoto alla causa, e magari con una bella cicatrice, che avremmo identificato in Portos.
1 Moschettiere Presunto Omosessuale, capelli biondi lunghi e boccolosi, abilissimo spadaccino, tratti gentili ed aria da dandy, che sicuramente sarebbe stato Aramis.
1 Moschettiere Donna, bellissima bravissima indomita e coraggiosissima, che per far valere i diritti del suo sesso e diventare ciò che vuole avrebbe dovuto travestirsi da uomo e vivere nella finzione…beh, ovviamente questa è D’Artagnan!
E, per finire,
1 Moschettiere Bianco Anglosassone, altro biondo e bellissimo, nonché fiero coraggioso e pericoloso, e chi più ne ha più ne metta, che per esclusione non potrebbe essere altri che Athos.

Ma ovviamente, a questo punto, anche la trama avrebbe dovuto subire qualche piccolissima modifica…non nella sua sostanza, ma giusto un po’ nel finale: in effetti per dimostrare il valore e la forte tempre morale dei nuovi Moschettieri Politicamente Corretti, Dumas avrebbe dovuto rivedere leggermente le sorti di questi personaggi. Da questa rivisitazione avremmo ottenuto che due moschettieri sarebbero morti sacrificandosi valorosamente per un bene superiore ed il primo a morire sarebbe stato sicuramente il Moschettiere Nero (certi vecchie abitudini sono difficili da sradicare negli sceneggiatori americani repubblicani…), seguito a ruota dal Moschettiere Presunto Omosessuale; ma qui siamo incerte se l’autore avrebbe fatto fare o meno l’outing in punto di morte al caro Aramis, scena sicuramente strappalacrime ma forse un po’ troppo democratica…ed alla fine quindi sarebbero rimasti sono Athos e D’Artagnan, che nel frattempo avrebbero trovato modo, fra inseguimenti e colpi di scena, di innamorarsi follemente e consumare la loro reciproca passione, portando all’inevitabile conclusione fatta di cattivoni sconfitti, amici morti vendicati, D’Artagnan subito incinta e moglie felice che lascia allegramente cappa e spada per grembiule e ramazza (questo per il repubblicano sceneggiatore è la vera realizzazione di ogni donna) e il nostro eroe bianco Athos che viene ricoperto di grandi onorificenze e ricchi premi finchè, con abile colpo di scena finale, si scopre pure che è il figlio perduto dell’appena defunto sovrano e viene quindi eletto Nuovo Re tra il tripudio della folla…
….e magari partire subito dopo indomito verso la conquista dell’Iraq…
ma questa, cari lettori, temo che sia davvero un’altra storia!



nella foto: come si divertono i pezzi di merda

mercoledì, agosto 22, 2007

Colpi di scena

Per una come me che aspira a diventare una scrittrice, i colpi di scena assumono sempre i contorni di una sfida, la trama deve filare perfetta, logica e pulita ma allo stesso tempo è bello se si riesce a far accadere cose inaspettate e improbabili, che spiazzino il lettore e gli diano l’emozione irrazionale dell’“allora forse potrebbe essere così”…
Il fatto è che nella vita, quella non scritta, a volte accadono delle cose che hanno il sapore dei colpi di scena, e ci ritroviamo in sequenze concitate in cui accade di più di quanto sembra, scene in cui sembra che ci venga offerto un bandolo della matassa, e ci lasciano in quello che sappiamo descrivere solo come un labirinto.
Una specie di colpo di scena mi è capitato tra capo e collo questa settimana e sono ancora qui a cercare di capire che tipo di storia è quella in cui sono, perché il bello delle cose senza senso è che se ti metti a rifletterci sopra possono acquistare barlumi di razionalità impensata, e quella cosa assurda che ti è capitata semplicemente potrebbe essere il tassello di mille altre storie, e acquistare mille gusti diversi, finali che fanno ridere e altri che non sanno di niente e che vivono solo grazie alla spinta di sorpresa data dal colpo di scena.
Perché ammettiamolo, certi colpi di scena alla fine lasciano con la sensazione che qualcosa non torni e tradiscono le nostre aspettative con la loro banalità.
Ho lanciato un dado ed è venuto sette, e ora mi trovo a dover capire se si tratta di un dado truccato o di un messaggio del destino, un difetto di fabbrica o un’illusione ottica. Ma ormai il dado è tratto e la sfida è cercare di capire in che modo la vita ha deciso di far tornare la storia…

domenica, agosto 19, 2007

intermezzo (di fine ferie)

Dottore:"Sai Elisa, ti vedo proprio cambiata..."
Eli:"Davvero?E invece tu sei sempre il solito Bischero!"
Dottore:"... ok, me la sono tirata da solo..."

giovedì, agosto 09, 2007

Mille di queste pagine!

Ci sono alcune vitamine che vanno prese al bisogno, altre, invece, vanno assunte per lunghi periodi. Bhe, la cura della vitamina R va avanti da due anni, non si sa bene come siamo arrivate al secondo compleanno!
Per quanto ci riguarda la cura funziona, certi suoi effetti sono davvero portentosi: la vitamina aiuta a metabolizzare la sfortuna, smuove dalla pigrizia, stimola il sorriso e l’autoironia… non c’è che dire le dobbiamo molto!
Tanti auguri al nostro blog e mille di queste pagine!!

venerdì, agosto 03, 2007

GUEST POST: sul perchè non mi laureo entro i 30 anni

Se vi state chiedendo che cos'è un Guest Post, sappiate che nemmeno noi lo sappiamo, perchè ce lo siamo inventate circa 7 minuti e mezzo fa...
Comunque abbiamo pensato che sia un simpatico modo per pubblicare la tragicomica avventura di un giovane naturalista in erba (con un per niente voluto gioco di parole...), che si è sentito in dovere di condividere l'esperienza fortemente forgiante con le sue vecchie care Ziette di Scienze Naturali e naturalmente, senza rendersene pienamente conto, anche con tutti i loro lettori...

Tutto cominciò in una fresca e cinguettante mattina di aprile.
Decisi di spedir una mail al mio prof di ecologia vegetale,il quale contro ogni pronostico,visto che le malelingue dicevano che non fosse stato aggiornato sull'esistenza del computer,mi rispose solerte in neanche un'ora.
La mail recitava così :" Cercami a lezione.cordiali saluti"
Di qui lo sventurato protagonista,che detto tra noi coincide col sottoscritto,comincia una serie di incursioni in quel di pisa, collezionando una serie cospicua di insuccessi (fondamentalmente era sempre fuori per le escursioni).
Al che il nostro mai domo protagonista viene a sapere, da un suo collega nella pizzeria a domicilio per la quale lavora fedelmente da 4 anni, che il professore a giorni terrà una conferenza di etnobotanica a pisa.
Siamo già a maggio inoltrato,il caldo comincia a essere soffocante e il richiamo del mare si fa sentire sempre più forte...
Dopo ore interminabili di interventi di luminari vari, la conferenza finisce e il nostro eroe applica la sua concezione calcistica e inizia la marcatura a uomo del professore,aspettando che si liberi dalle miriadi di rompicoglioni (ops....).Passa un'altra ora e mezzo (nel frattempo mi ci sono incastrati anche un paio di prosecchi offerti al buffet) prima di vedere il prof che si avvia all'uscita solo senza personaggi molesti intorno.
Con un guizzo felino degno di cannavaro ai tempi dello scudetto strameritato con la juve(su questo le autrici del blog si dissociano largamente.NdR) il nostro ragazzo raggiunge il professore chiedendogli il famoso e tanto agonato appello. Costui risponde senza pietà" Cercami a fine giugno,perchè parto per un mese e più". Ma Marco(appunto il nostro caro e affezionato protagonista) non è un ingenuo,ricorda la serie interminabile di insuccessi e come quest'uomo sia difficile da trovare,per cui si premura di chiedere le modalità del contatto.La risposta è la seguente "Al telefono al dipartimento di agraria".
Successivamente passa quel famoso mese e Marco si dedica senza nenache troppo impegno allo studio,aspettando il giorno X.Una volta arrivato, inizia la missione denominata "Operazione telefono" nella quale Marco mostra tutta la sua tenacia e pure di avere le capacità di lavorare in un call center a 3,5 euro all'ora...
Sono decine e decine le telefonate,ma del prof Tomei neanche l'ombra. Tuttavia Marco comincia a sognare un'avventura erotica con la segretaria,con la quale ormai è nata una certa intimità.
Siamo a luglio inoltrato,il richiamo del mare è diventato un'urlo,ma Marco ormai pensa solo alla differenza tra una pianta sciafila ed una eliofila.
Per cui decide di tornare alla buona e vecchia mail,con la quale,smentendo per la seconda volta la leggenda che aleggia intorno al professore,riesce ad ottenere il tanto sospirato obbiettivo: finalmente è fissata la data dell'esame.
Il giorno dell'esame(per la cronaca siamo poco dopo il 15 luglio) si presenta all'appello ed aspetta il suo turno per quasi 3 ore,visto che era stato gentilmente messo come ultimo dell'elenco.Arrivato il suo tanto sospirato turno, si siede, si gusta ogni momento fino a che arriva acuta ai suoi orecchi la seguente domanda:
" Ma lo sai che mi sa che non ti posso fare l'esame io?"
Apocalisse! Tempesta di fuoco e fiamme dentro il cuore del nostro caro. Ma lui non demorde e prova con la via della diplomazia,che tante volte in passato si è rivelata utile (anche se dal profondo l'impulso sarebbe stato quello di tirarlo sotto dalla finestra a congiungersi con la sottostante distesa bianco candida di Achillea millefollium). Il nostro eroe prova con pazienza a spiegare il tutto,ma il prof è irremovibile: Marco non ha più il diritto accademico di dare l'esame con lui, essendo passati 3 anni dall'anno che ha seguito il corso con il professore.
Per inciso, se Marco avesse detto di averlo seguito un'anno dopo di quando in realtà l'ha seguito, avrebbe potuto avvalersi di tale diritto senza neanche un controllo sulla veridicità di tale affermazione. Ma egli viene dalla provincia,dai campi e dal bar di Badia, e qui si è dimostrato un ingenuo campagnolo.
Al che sul volto del prof e sopratutto nei suoi occhi comincia a farsi largo un bagliore di pietà e di umana comprensione e decide di telefonare al nuovo titolare del corso e chiedere il permesso di poter fare l'esame al nostro distrutto protagonista.
Ovviamente i più che si aspettano il colpo di scena avranno già capito l'esito di tale telefonata: il permesso viene negato,l'esame lo vuole fare il nuovo professore e la data non si cambia : 26 settembre.
Il nostro eroe torna a casa imprecando e a testa bassa....
E' una novella ma senza happy end.

lunedì, luglio 30, 2007

Piccoli contrattempi di due femminilità anarchiche

Quando ti escono dalla bocca frasi del genere: “Se fossi una donna non mi fiderei mai di un uomo che prende il pillolo...” ti viene il dubbio che forse c’è qualcosa che non va nel modo in cui stai vivendo la tua femminilità…

Quando ti accorgi che commenti con i tuoi amici, e pure con il tuo ragazzo, i fondoschiena delle passanti e puoi discutere di tutte le maggiori saghe fantasy nonchè di ogni serie di Star Trek con indubbia competenza, ti viene il dubbio che forse c'è qualcosa che non va nel modo in cui stai vivendo la tua femminilità...



Certe cose sono più che degli indizi: come la commessa che ti fa notare che quelli che stai guardando sono dei vestiti e non delle magliette lunghe, o come non avere la più pallida idea di come si allaccia il reggiseno che hai appena comprato, o non sapere qual è l’utilizzo del 60% dei prodotti che vendono in profumeria (mentre puoi benissimo vantarti di sapere cosa è una susta e una coppiglia!)

Certe cose sono più che degli indizi: come la serie di abbonamenti in curva dal 1987, o il fatto che da bambina mentre tutte giocavano a fare le mamme io facevo sempre il Piccolo Esploratore, o ancora le serate passate a giocarsi le sorprese dell'ovino Kinder a Birra&Salsicce, come insegnano i grandi Bud e Terence!



Se ancora oggi continuo ad essere convinta di essere, almeno dentro, una donna è grazie alle canzoni di Aretha Franklin, Tori Amos e Joni Mitchell, i libri di Carmen Martin Gaite e Doris Lessing che mi hanno insegnato che se non altro ci sono molti modi per essere una donna e che non è esattamente un fallimento esserlo a modo mio!

Se ancora oggi continuo ad essere convinta di essere, almeno dentro, una donna è grazie alla Austen ed alla Woolf, ai libri di Coe, a Pomodori Verdi Fritti e pure a Sex and the City...e alla mia passione per le scarpe e, via concediamoglielo, anche all'incanto di uno stregone. Ci sono molti modi, è vero, per essere una donna, e l'unico fallimento secondo me sta nel fatto di non voler vedere quanto è bello quello che abbiamo scelto per noi!

mercoledì, luglio 25, 2007

Ordine e Caos

Strusciando via le cacchette delle mosche dai vetri del mio tinello, decisamente sudata e consapevole dell'inutilità di tale opera (le autrici di tali cacchette sono di nuovo già tutte al loro posto per continuare allegramente a perpetrare i propri bisogni), mi sono stupita per l'ennesima volta di quanto sia vera la Seconda Legge della Termodinamica, forse l'unica teoria scientifica che può passare tranquillamente per assioma filosofico.
La suddetta teoria a molti può comprensibilmente suscitare solo vaghi e sgradevoli ricordi di passate lezioni di chimica, anche se i più fortunati possono ricordare professori che da soli hanno fornito aneddoti sufficienti per allietare le serate di tutta una vita.
Tra quelli che ho avuto l'onore di conoscere e di subire con tutte le loro astruse manie, il migliore resta il Grande Facchinetti: grande soprattutto per la mole non indifferente e per il poderoso tono di voce che sfoderava quando decideva che era il momento di umiliare qualcuno, ma anche per le battute passate alla storia, come:"MACCALLINI!Ma da dove deriva il suo cognome??" – pausa di imbarazzo del ragazzo e poi:"Mah professore, non so, però credo che il prefisso Mac possa derivare dallo scozzese Mc….""IDIOZIE!E allora io che mi chiamo Facchinetti come prefisso dovrei avere Fuck??BUAHHHAAHAHAH!"
È comunque grazie a questo degno personaggio se sono arrivata a conoscere intimamente la legge fondamentale che regola ogni fenomeno naturale dell'universo. Essa dichiara che le reazioni chimiche sono spontanee solo se passano da uno stato ordinato ad uno meno ordinato, altrimenti per farle avvenire bisogna fornire loro energia; in parole povere si può passare spontaneamente da una situazione di ordine ad una di caos, mentre per riportare l'ordine bisogna sprecare tanta energia, convertita e dispersa in calore (da qui il bagno di sudore a causa delle maledette succitate cacchette..).
Riconosco la sua innata veridicità quando tento periodicamente di rimettere a posto camera mia che, a giudicare dai pezzi di pigiama, cuscini e lenzuola sparsi in giro la mattina al suono della sveglia, più che sistemata va riassemblata ogni volta.
E lo stesso principio incombe,allegro come una spada di damocle, sulla nostra vita; infatti, per quanta cura ed energia qualcuno spenda per avere una vita ordinata (e più decente dello stato della propria camera la mattina) i periodi di crisi energetica, e non solo, capitano sempre e all'improvviso tutto prende spontaneamente (e più o meno violentemente) la strada del caos…ora la domanda è: vale la pena di opporsi a questa cosa? O è meglio lasciare che le cacchette, la stanza e la nostra esistenza rimangano sulla loro strada?
in fondo, con tutti i problemi di surriscaldamento globale, mica è tanto ecologico continuare a disperdere calore...
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