lunedì, dicembre 17, 2012

3 giorni alla fine del mondo e non so ancora cosa mettermi (cit.)

E alla fine ci siamo arrivati, alla fine.
Che io per sicurezza, e per riprendermi da tutta questa faccenda di fuoco, meteore, distruzioni e Berlusconi che si ricandida, il 22 vado in vacanza.
Ma magari la valigia la faccio il 22 mattina, che mica mi faccio finire il mondo mentre sono a sfaccendare,eh.
(che poi affrontiamo la domanda piu' spinosa: in che fuso orario arriva la fine del mondo? no che siccome erano i Maya, che stavano 16 ore indietro rispetto a noi, ci sta che tutto salti per aria mentre sto andando in vacanza, e questo, diciamocelo, e' francamente scocciante)

Comunuque l'anno scorso avevo fatto una lista di cose da fare prima della fine. E rileggendola sono piuttosto soddisfatta di aver mantenuto le prime tre promesse, e con un certo stile, devo ammettere.

Ma non e' arrivata nessuna nomination per gli Oscar, dura la vita del genio incompreso. Pero' in compenso ho imparato a fare i croissants.
Non ho neppure stazionato sotto casa dello Zio, ma ho soggiornato in corsie di ospedali per molto piu' tempo di quanto ritengo confortevole...pero' almeno ho avuto il mio lieto fine, cosa su cui davvero non mi sentirei di scommettere neppure un centesimo per A Song of Ice and Fire (conosciuta ai profani come Games of Thrones).

E sono pure riuscita a perdermi la prima dello Hobbit - stavo a rimpinzarmi di empanadas, vino ed asado (vedi punti 2 e 3 della lista) - anche se devo ammettere che non mi sentirei di non far finire il mondo giusto per vedere gli altri due film...che poi in realta' io devo pure ancora vedere 2/3 del primo, maledette prioezioni di mezzanotte e poltroncine troppo comode del cinema...pero' in effetti cosi' nessuno ci spieghera' mai come ricavare tre film da tre ore l'uno da un libriccino per bambini di 100 pagine scarse. Forse vale la pena rimandare tutte le catastrofi per un paio di anni e sapere la risposta?

Continuando la lista, niente Ngorongoro, niente stazione spaziale e nessuna medaglia d'oro appesa al muro, almeno che non si mi diano una medaglia nei prossimi tre giorni per il record di commenti ricevuti sul fatto che non abbia ancora prole.
Si', lo so che per voi neomamme o mamme-to-be e' la cosa piu' bella del mondo.
Si', lo so che me lo dite per il mio bene che saro' la prossima, anche se a me paiono gufate degne del peggior  Bar Sport.
Si', avete dei bimbi bellissimi e simpatici e si', riesco pure a prenderli in braccio se mi impegno. Che non vuol dire che riuscirei a passarci piu' di mezza giornata senza lottare contro l'impulso di gettarli dalla prima finestra a portata di mano.
E si', ok, e' vero, ci sta che cambi idea. E tranquille, se la cambio sarete le prime a saperlo e le prime a cui diro' che avevate ragionissima. Ma adesso, almeno per questi ultimi tre giorni, facciamo che mi lasciate nella mia convinta anti-proliferazione?

Alla fine, pero', il piu' grande rimpianto e' non essere neppure riusciti a trovare casa, e pensare che ci eravamo andati cosi' vicini!
Che non e' bello aspettare la fine del mondo in affitto.
E soprattutto questo mi ha impedito di soddisfare l'ultimo e piu' importante punto della lista. Ed adesso mi tocca assistere alla distruzione senza il mio gatto.

Mmmmh, pero' in effetti mancano ancora tre giorni...sai quanti gattili si visitano in tre giorni?

Previsioni del tempo per la prossima settimana





lunedì, dicembre 10, 2012

Missione Portegna

Buenos Aires e' un assalto ai sensi. Ma tipo assalto di cavalleria pesante, niente di meno. E riguarda tutti i sensi, olfatto e udito in primis, seguiti a ruota da vista, gusto e tatto.

Buenos Aires non fa prigionieri. E' sonora, caotica, sboccata, sporca e profuma di cibo e di corpi e di sudore e di fiori. Il silenzio, qui, non l'hanno proprio inventato.

E a Buenos Aires mi ritrovo in un caldo sabato primaverile a girovagare per le strade semi-deserte del weekend in cerca di un monumento caratteristico per scattare questa foto.

Il perche' ancora non lo so, forse un giorno lo chiedero' al diretto interessato.

O forse no, lasciando libera la mia fantasia e divertendomi ad immaginare storie e possibili finali legati a questo mio piccolo gesto per un'altra persona.

La richiesta era semplice, ma dettagliata:

ti prego, sabato 24 novembre, procurati un quotidiano di Buenos Aires e trova un fiore - un fiore qualsiasi, non mi importa dove lo prendi (scusami, amico mio, e scusate giardinieri argentini, ma l'ho strappato da un'aiuola) e se ce la fai, scatta una foto del fiore e del quotidiano con la data in bella vista ed in un posto con un monumento caratteristico della citta', insomma che si capisca bene che siamo a Buenos Aires (ehi, lo vedete la' sullo sfondo, l'obelisco,vero?).
Poi manda la foto a me, imbusta fiore e pagina del giornale e spediscila a questo indirizzo in citta', sperando che arrivi per il 28, quando c'e' la luna piena...

Impossibile ignorare una tale richiesta, insopportabile la curiosita' di sapere la fine di questa storia.

Ma poi, esistono davvero storie che hanno una fine?

giovedì, novembre 22, 2012

Out of the Comfort zone

"You should go out of your comfort zone" e' quello che mi ripete spesso il Capo in questi (ennesimi) giorni argentini.

E dopo due ore passate a chiacchierare con una splendida persona che non vedevo da 10 anni, aver perso il suddetto Capo nei meandri di Buenos Aires, essermi divorata 2 empanadas con un bicchiere di vino tutta sola in un locale di questa immensa citta', aver conquistato la fiducia della cameriera che mi ha lasciato andare a prelevare dei soldi dal bancomat in un'altra strada ed aver pure rimediato un invito a cena per domani sera da un distinto signore di origini calabresi, beh, direi che sono decisamente e felicemente fuori dalla mia zona di conforto.
E finalmente!
Che questa comfort zone negli ultimi tempi era diventata quasi un'oppressione: dopo l'operazione del babbo, la schiena dello Stregone, la continua ed infruttuosa ricerca di una casa e lo stress per il lavoro, la routine quotidiana si era trasformata in una sorta di gabbia, dorata si', ma pure pesante, ripetitiva, fastidiosa.
Per la prima volta ci eravamo ritrovati a battibeccare senza motivo, ognuno nervoso per fatti suoi, infastiditi da tutto e da nulla in particolare.

Ma poi, non improvviso ma quasi, arriva un viaggio.

E appena lasci casa, lavoro, trantran quotidiano e ti avvii all'aeroporto, ecco che le priorità in un attimo ritornano chiarissime. Ritorna la voglia di avventura, di cose nuove, di esperienze, ma nello stesso momento ti rendi conto di come negli ultimi tempi avessi dato per scontate cose che scontate non dovrebbero essere mai, come la fortuna di dividere la tua vita, fin nei suoi piu' insignificanti particolari, con una persona meravigliosa. Come il fatto di avere una vita fortunata, una famiglia unita, amici in tutto il mondo.

Cazzo, quanto si può essere egoisti e ciechi a volte.

Ma poi ti ritrovi con una valigia in mano, o in una citta' enorme ed ancora un po' sconosciuta, e l'unica cosa che vorresti in piu' e' condividere tutto questo con chi ami.

Ed alla fine, tutto ritorna chiaro e distinto come il cielo senza nuvole di Buenos Aires.

E tu ti ritrovi a sorridere da sola, davanti a due empanadas fumanti.
E ti rimetti anche a scrivere, sopra un foglietto stropicciato che porta la scritta "1810 Cocina Regional, Argentina".




sabato, ottobre 27, 2012

Tu vuoi far la Brasiliana

Io in fondo l'ho sempre sospettato che le Brasiliane siano Donne Vere, di quelle proprio sia con la d che con la v maiuscola.
E non e' che lo siano solo le strafighe, ognuna di loro si porta questa caratteristica nel DNA.

Credetemi, le ho viste ballare con estrema nonchalance oscillando su tacchi 12 dopo ben dieci ore passate a zampettare sul prato di un matrimonio all'aperto. Senza mai neanche pensare di togliersi le scarpe.
Io ero li' con i miei bei sandalini in mano ed i piedi affondati nell'erbetta fresca e loro addirittura si cimentavano nel tiro al bersaglio con la carabina bilanciandosi sui loro tacchi a spillo.
Insomma, un'altra razza.

Ed e' per questo che non mi sorprendo affatto se una delle pratiche piu' barbare nella storia dell'estetica femminile prenda il nome da questo genere femminile superiore. Chi altro mai potrebbe non solo concepire ma anche sopportare stoicamente e ripetutamente l'omonima pratica depilativa?

giovedì, ottobre 18, 2012

Brunch Time! Uova in nidi di bacon



Ovvero come stupire tutti con qualcosa che pare complicatissimo ed invece si cucina in 5 minuti netti.
La ricetta che ho copiato a cui mi sono inspirata la potete leggere in inglese qui e prevede che i nidi siano fatti col prosciutto cotto, cosa che voglio provare anche perche' decisamente piu' leggera del bacon usato da me.
Pero' bacon c'era quella mattina e quindi bacon e' stato.

(E poi dai, vuoi mettere uova e bacon a colazione? Chi voglio illudere, prosciutto cotto non hai speranze.)

giovedì, ottobre 11, 2012

Mac & Pete

Mac & Pete sono usciti da un cartone animato. O da uno spaghetti western. 
O da un tempo che non c'e' piu' se non in queste valli un po' sperdute e un po' no dell'unico posto degno di essere chiamato Terra di Mezzo.

Mac & Pete capiscono i cavalli e capiscono i cavalieri, ma se proprio devono scegliere, preferiscono la compagnia e la conversazione dei primi. Roba che il tizio che gli sussurrava, ai cavalli, morirebbe d'invidia (non fosse gia' morto).
Che poi loro mica gli sussurrano ai cavalli, eh no.
Sono bestiacce dure e testarde, altro che Bucefalo, Pegaso, i MioMiniPoni e Furia. Freaks of Nature, quelli. Il cavallo medio, quello vero, non e' altro che 500kg di muscoli e ciccia col cervello di una mucca pigra. D'altronde si sa che gli erbivori, evolutivamente parlando, hanno investito piu' sull'intestino che sull'intelligenza. 
E quindi prova te a fargli muovere il culone ed arrampicarsi su per quella scoscesissima scarpata solamente sussurrandogli...urla, cipiglio ed eventuale scudisciata. Questo ci vuole. 
Altrimenti rimani in basso a sussurrare, mentre quello comodamente procede ad estirpare tutta l'erbetta intorno a lui.

Mac & Pete appartengono ad un'altra razza di uomini, gente che quando deve andare all'altro lavoro - quello vero, quello che gli tocca fare per poter continuare con la loro passione - e' sempre un po' fuori posto, con il dopobarba al posto del puzzo da stalla, senza nessun indumento di cuoio e con quegli occhi che sembrano sempre guardare l'orizzonte da due metri e mezzo d'altezza. 

Mac & Pete hanno paura di internet.

Pero' si sono affezionati a quella strana italiana bionda che  nel suo stentato inglese si unisce alle loro battutacce e grasse risate, che si offre di insegnargli a cucinare le capre e i maiali selvatici che cacciano (ovviamente da cavallo) e che continua ad insistere nel fargli creare un sito, o almeno una pagina facebook.

E Mac & Pete ridono e dicono che si' magari un giorno lo faranno...e magari prenderanno anche l'autorizzazione ad andare a galoppare sulla spiaggia...e magari poi potranno avere sufficienti clienti da lasciare l'altro lavoro e vivere finalmente con e dei loro cavalli.

Ed io, Mac & Pete, ce li vedo davvero a cavalcare insieme verso il tramonto.



martedì, ottobre 02, 2012

Vai avanti tu.

Cosciente dei 4kg riportati come zavorra dall'Italia, vergognosa dell'interno coscia a macchia di leopardo (cellulitico) e delle ciccette sopra i ginocchi - l'Orrore! - e per di piu' trascinata da post di gente ben piu' in forma e giovane di me, avevo deciso di rimettermi in forma.

Ebbene si', ebbra di buoni propositi e galvanizzata dal programmino di workout sul mio shuffle, ieri ho ricominciato a correre.

Dopo tipo 15 anni dall'ultima volta.

E che sara' mai, in fondo qui corrono tutti e per distanze astronomiche (10-15-20km come se fossero noccioline, 'ste figliole...), quindi magari potrei iniziare con tipo 10 minuti 2 volte a settimana, cosi' per riprendere un po' di fiato, ce la dovrei fare tranquilla, mi sono detta.

Illusa.

Anzi, povera illusa e stupida.

In realta' inizio in scioltezza, l'idea e' di girare intorno al campo di calcio e al parchetto adiacente, con puntata sulla spiaggia davanti allo yatch club, la musica che lo shuffle mi propone per il workout e' sufficientemente energetica, le gambe girano ed il fiato tiene.

Per i primi 3 minuti TRE.

sabato, settembre 29, 2012

Stay hungry, Stay in fila.


(Apple Store dei Gigli, a Firenze, un'ora dopo l'apertura per la vendita dell'IPhone5, credits Nonsolomac. Il titolo del post e' una citazione della mia geniale amica Roberta)

E si', sono d'accordo con voi nel chiedermi come mai non mettano un Apple Store pure in Parlamento, almeno si unirebbe l'utile al dilettevole..

mercoledì, settembre 26, 2012

Esperienza di Vita: la Lounge

Io in realta' ci ero gia' stata.

La Lounge delle compagnie aeree, questo mitico posto extradimensionale che non esiste nello spazio tempo dei comuni mortali.

La Lounge, lei si puo' raggiungere solo varcando porte spesso ben nascoste in quel confine della realta' che e' la zona transito degli aereoporti internazionali. Ed ovviamente solo pochi eletti - ben paganti - conoscono la parola d'ordine per accedervi.

La sottoscritta, vi dicevo, aveva gia' messo piede in questo fiabesco mondo d'attesa grazie alla benevolenza di capi generosi durante i suoi (pochi) viaggi di lavoro; novella Cenerentola portata al ballo grazie alla fata madrina.
E proprio come Cenerentola, al ballo, aveva sovrumanamente resistito all'impulso di mettersi a strusciare i pavimenti canticchiando e si era piu' o meno integrata nella fauna locale, cosi' io, circondata da uomini d'affari totalmente indifferenti all'abbondanza di facilities gratis a disposizione, nelle precedenti visite a questo mondo lussuosamente incantato mi ero limitata ad un caffe', un piccolissimo spuntino e giusto una visita in bagno.*
(* per i pochi maschi etero che passano da qui: la visita in bagno e' il metro di giudizio principale ed indiscusso per qualsiasi locale, pubblico o privato che sia)
Sprecando il resto del mio tempo ad assumere l'aria annoiata del viaggiatore consumato e fingere di controllare le emails di lavoro mentre invece cazzeggiavo su facebook.


giovedì, settembre 20, 2012

su come ti smorzo la sboronaggine.

Isola d'Elba, calda serata settembrina, lo Stregone ed io a cena in un ristorantino condividendo la veranda con padre e due figli francesi.
Vino bianco fresco, pesce buonissimo, una bella serata tranquilla.

Ma poi arriva Lui.

Accento nordico, sopra i quaranta, aspetto voluminoso in tutto: corporatura, capelli, vestiario, timbro vocale.
Allegramente accompagnato da partner e figliolino piu' una non meglio specificata amica della coppia, o forse solo della partner.
Unica sua missione della serata: mettere in soggezione la suddetta amica scaricandole addosso tutte le proprie mirabolanti imprese in 30 anni di PR di discoteca. Ovviamente di discoteca figah.

Ed ovviamente ad un livello di decibel adatto ad una delle suddette discoteche, non di ristorantino con veranda. Chiaro segno di distorsione professionale.

Si',vabbeh.

Quindi, espletate le sperticate lodi al figlioletto appena nato - devo riconoscere che il non scoppiare a piangere udendo quel vocione e venendo contemporaneamente sballottato in aria da quelle manone mi ha suscitato fugace compassione per la stoica sopportazione di un destino infame - ecco che comincia l'interminabile serie delle sue epiche gesta...

lunedì, settembre 17, 2012

Ghiaie

Ci sono poche cose che possono ridurre il mio animo inacidito ed arcigno da Zittella dentro più soffice e mieloso di un pigiama a stampe di Hello Kitty.

Ma metti che e' il tuo primo anniversario di  nozze, aggiungi che hai appena felicemente concluso due mesi a dir poco impegnativi sul fronte emotivo, dacci sotto con una giornata di settembre che rasenta la perfezione climatica e condisci il tutto col ritrovarti sulla spiaggia dell'infanzia...

...quella dove hai visto il primo pesce con la maschera, quella che ha lo scoglio da dove si facevano i tuffi a bomba e chi piu' schizzava forte piu' era figo, quella che poi andavi alla Cala che ci si arriva solo attraverso il guado e non c'e' mai nessuno neppure ad agosto...quella dove hai imparato a far rimbalzare i sassi sull'acqua (con scarsissimo successo) e a non frullare a biliardino...quella dove si vedeva il fondo anche a cinque metri e la sfida di sempre era riuscire a toccarlo...quella dove si costringeva le mamme ad assistere a lunghissimi "spettacoli" di nuoto "sincronizzato", che noi davvero ci credevamo pronte per le olimpiadi...quella che certo che paura quando il gabbiano voleva beccarci i braccioli...quella che poi le cantavi "acquaazzurraacquachiara" piangendo come una fontana quando ti rimontavano in traghetto...

...e allora allunghi la mano verso lo Stregone accanto a te e continui a fissare quell'acqua cristallina e perfetta, in silenzio, finche' il mare non si mangia anche l'ultimo raggio di sole.


(e comunque il baretto senza il nostro biliardino non ha davvero piu' senso di esistere, ecco)

mercoledì, agosto 15, 2012

La Maledizione Brontë, ovvero perche' le donne preferiscono gli stronzi

Avevamo gia' appurato tempo addietro che Heathcliff fosse una merda e che le Brontë abbiano fatto alle menti adolescenti di migliaia di fanciulle lo stesso effetto di una grandinata sulla macchina nuova mentre guidi a casa dalla concessionaria.

Pero' in questi giorni mi sto ascoltando l'audiobook sulle avventure della cara Gianna e di nuovo, a sei anni (luce) di distanza dal mio altro sfogo contro le letterarie sorelle mi ritrovo ad avvertirvi su quanto sia pericoloso leggere i loro libri, specialmente se si e' donne e sotto il 26 anni almeno.

Ora, mentre Heathcliff mi e' sempre sembrato uno squilibrato mentale - una sorta di Ibrahimovic incavolato durante una partita di Champion, per intendersi - devo confessare al mondo intero che invece il caro vecchio Rochester a me ed alla Vale un certo effetto ce lo aveva fatto, come ampiamente sottolineato in interminabili conversazioni telefoniche da compagne di banco.

Come si puo' immaginare facilmente, nelle menti superaffollate di ormoni adolescenti e non sfogabili, l'Eddie tenebroso e sardonico, con lo sguardo tormentato di chi nasconde terribili segreti, ma il cuore ardente di amore puro, suscitava potenti sensazioni nel basso ventre facilmente confondibili con l'infatuazione e marchiava a fuoco l'ideale di maschio che avremmo poi cercato nel mondo vero.

Ovvero quel mondo dove, tanto per dire, se uno chiude una psicolabile di stato avanzato in soffitta viene arrestato, non amato alla follia.

E se la parte fanciulla di me, devo confessare, ancora prova il suddetto imbarazzante effetto in passaggi come quello in cui lei chiede a lui una settimana di vacanza per andare dalla zia morente e dopo qualche discorso allusivo lui, spalle appoggiate alla porta e sguardo enigmatico ed intenso, temporeggia fissandola in silenzio prima di spostarsi e lasciarla passare (ah, malefica Charlotte, anche la più infima delle scene riuscivi a renderla appassionata!), l'altra parte, quella che ormai ha il doppio degli anni e probabilmente la meta' degli ormoni si ferma invece ad analizzare i seguenti dettagli:

giovedì, agosto 09, 2012

Accadde oggi...

Era il lontano 2005.

Solo sette miseri giri fa per il nostro amato pianetino intorno alla sua stella, ma un'intera altra vita per le due zittellacce toscane e naturaliste che quel 9 Agosto decisero di diventare appieno 2.0, c'erano troppo dentro 'sta nova  tecnologia!, scrivendo cio'.

373 post, 907 commenti, 12.685 contatti ed una citazione non autorizzata ma molto gradita dopo (numeri da dilettanti allo sbaraglio ma - ehi - questo eravamo e questo siamo tutt'ora!), il 50% del team e' ancora qui, ancora a raccontare, a cercare di far ridere ed a riempire, spesso ed orgogliosamente in maniera inutile, frivola e superflua questo piccolo spazio che la grande rete ci ha dato in affidamento sette anni fa (che sconsiderata!)

E so che alcuni di voi indulgono ancora tra queste pagine, vi vedo nelle statistiche, vi leggo nei commenti e sui social networks.
Siamo pochi, ma i piu' belli di tutti, ammettiamolo senza falsa modestia, che proprio non ci si addice.

Ed e' solo grazie a voi, sparuto gruppo di irriducibili dal senso non comune dell'ironia, che nell'ultimo anno la Vitamina R e' tornata ad essere una parte felice della mia vita, una delle mie case, e pure uno dei miei sensi di colpa, se faccio passare troppo tempo senza aggiornarla.

Percio', dai, adesso e' il momento di celebrare! Unitevi a me per un bel brindisi...non importa che ora sia, smettete di fare quello che state facendo e correte in dispensa a versarvi uno shottino di Vitamina R, meglio se invecchiata 7 anni, eh, ed alziamo i calici al buon umore, al non prendersi mai sul serio, al mondo incredibile in cui viviamo, alle sorprese, agli amici, al bagno che e' sempre in fondo a destra e alle porte del Fosso di Helm!

Time flies when having Rum!!!


lunedì, agosto 06, 2012

Piccola Sorpresa ben riuscita

Mettiamo una domenica d'Agosto.

Mettiamo pure che sia il compleanno dello Stregone.
E che per un caso fortuito (?) io sia ancora nel suo stesso continente.

L'ovvia conclusione e' che si debba celebrare.
La zittellesca conclusione e' che lo si debba fare con una festa a sorpresa, organizzata in quattro e quattr'otto con i soliti immancabili complici.
E con una torta enorme (ci dev'essere posto per tutte le candeline, che cominciano a risultare, ahem, impegnative).

Ah, e con abbondanti dosi di Vitamina R, ci mancherebbe il contrario.


Lo Stregone, dovete sapere, e' di natura un'anima semplice. Di quelle, per intenderci, che non e' che non riescono a scoprire chi sia il colpevole in un libro giallo, non pensano proprio che si debba almeno provare a scoprirlo.

Quindi organizzare una festa di compleanno a sopresa per lui e' in effetti piu' facile che rubare le caramelle ad un bambino - specie se e' un bambino di oggi.
(ma le mangiano ancora i bambini le caramelle?)

venerdì, luglio 27, 2012

Let's speak about the Italians

Fatemi parlare di noi, gli Italians.

Noi siamo quel gruppo tricolore che ha ficcato un sacco di sogni, rabbia e frustrazioni in una valigia ed e' salito su un areo.
Ma non senza guardarsi indietro.
Noi guardiamo indietro costatemente, alcuni di noi coscientemente, altri senza neppure accorgersene.

E noi siamo gli Italians fortunati, quelli che ce l'hanno fatta in un posto nuovo, quelli che, come dicono qui, live the dream, vivono il sogno.

Noi qui abbiamo un lavoro, compriamo casa, facciamo amicizia.
Siamo felici.

Ma siamo anche quelli che muoiono di nostalgia al pensiero di uno stracchino fresco, che si svegliano alle quattro per guardare gli europei - magari in streaming su internet - e commentarli con chi e' dall'altra parte del mondo grazie ai social networks. Quelli che hanno imparato a farsi pane, focaccia, pizza e pasta fresca da soli, perché davvero la roba che fanno qui non si può mangiare.

Siamo pure quelli che leggono i giornali online italiani ogni giorno, che probabilmente ne sanno piu' adesso di politica di quando stavano ancora li', che partecipano a firme ed appelli perche' davvero - loro si', davvero - sanno che un paese puo' cambiare, puo' essere migliore.
E che si arrabbiano anche di più quando invece non cambia mai niente.

Perche' forse vorremmo tornare.
O forse non vorremmo tornare mai.
Ma comunque vorremmo poter decidere noi.

E sono sempre gli Italians quelli che fare il giro del mondo per tornare a casa non e' niente di strano.
Che ci diamo consigli su dove fare shopping all'aeroporto di Hong Kong, qual e' il miglior posto per un massaggio al collo nell'aeroporto di Singapore o dove si mangia un curry decente nella zona transiti dell'aeroporto di Kuala Lumpur. Con la stessa facilita' con cui si può discutere di dove andare a cena stasera o quale negozio ha i saldi migliori.

Noi siamo gli espatriati moderni, non ci raduniamo in Little Italy ma adottiamo le abitudini locali e le difendiamo con passione, perché noi sappiamo cosa voglia dire arrivare al lavoro la mattina in 5 minuti invece di due ore.
Pero' rabbrivideremo sempre di fronte ad un piatto di chicken fettuccini. E continueremo a spendere ore per cercare di far capire che no, la pizza non si farcisce con pollo ed ananas e no, non si può bere uno smoothie alla fragola col pesce fritto.
Perche' in fondo, noi Italians, noi Italiani, noi si' che si sa campare.

La nostra fortuna, la nostra diversità e il nostro più grande problema e' che noi apparteniamo a quel raro gruppo di persone che hanno due radici: una piantata alla nascita e cresciuta forte quasi a nostra insaputa, l'altra coltivata e fatta crescere con molta cura e qualche sacrificio.
Entrambe sono forti, entrambe ci portano a casa.

Peccato solo che le nostre due case abbiano l'oceano tra di loro.



mercoledì, luglio 18, 2012

Gnocchi di Topinambur, oh yeah.

Non ci ho tempo, gente.

Un bel mix di cose belle e brutte stanno accadendo in questo periodo e mi tengono lontana  dalle solite elucubrazioni mentali proprie di questo piccolissimo nodo della grande rete.
Ma il senso di colpa e le statistiche in caduta libera mi danno quotidianamente noia e quindi, fra l'altro a grande richiesta dopo la foto su facebook, eccomi a riempire il vuoto con la ricetta del mio ultimo personalissimo esperimento culinario:
gli gnocchi di Topinambur (oh yeah)

Ah, l'hot yoga e' un'ecatombe, by the way.

Allora, gli gnocchi, dicevamo.

I topinambur, questi sconosciuti, mi hanno sempre affascinato un sacco sui banconi del fruttivendolo, ma fino a questo esperimento non mi avevano mai del tutto convinta in cucina. Poi ho chiesto al macellaio di fiducia come li cucinano qua i Jerusalem artichockes, come li chiamano loro, e lui mi ha risposto che sono perfetti per puree e zuppe perche' molto morbidi e cremosi.

Ed io del macellaio di Eastbourne mi fido. Sempre.

E quindi, dato che lo stregone non e' quel grande amante del mangiare da ospedale, categoria che nella sua grande mente comprende praticamente tutti i cibi non solidi e non speziati, ho scatato l'opzione puree, ho bevuto un goccio di vitaminaR e l'idea morbidezza + cremosita' + buon sapore = gnocchi ha gloriosamente visto la luce.

Devo premettere, pero', che stavo davvero per tirare nella spazzatura tutta la "pappetta" che ne era uscita: i topinambur sono stra-morbidissimi, quindi nell'impasto ci ho dovuto mettere - oltre ad un paio di patate - pure un uovo e un'abbondante dose di farina, tant'e' che a crudo era rivoltante da assaggiare. Ed era lo stesso talmente molle da dover tirarli in padella a cucchiaiate (da qui la loro forma non proprio professionale nella foto). Poi pero' mi dispiaceva buttarli via cosi' - in fondo quella pappetta che stava per scivolare giu' dal tubo di scarico aveva un bell'aspetto dorato - allora ho deciso di dargli l'ultima chance e ho cotto 5-6 gnocchi di prova, li ho conditi giusto con un pochino di burro e pepe, assaggiati e...ed erano divini!!!
Esperimento Gnocchi di Topinambur riuscito (oh yeah.)

Quindi ecco a voi, molto ma molto ad occhio, la mia ricetta:

Per l'impasto:
topinambur, circa una decina
2 patate
sgrattugiata di parmigiano
noce moscata
uovo (anche due se avete tanti topinambur)
farina finche' non ha una sembianza almeno semisolida
sale e pepe.

Prima ho lessato i topinambur e le patate per un quarto d'ora circa, poi li ho passati nel passaverdure (quello a mano,mi raccomando!) e ho unito tutti gli altri ingredienti. Fate freddare un po' la purea di patate e topinambur prima di aggiungere l'uovo che senno' cuoce.

Per il sughetto invece ho optato per qualcosa di veramente semplice:
Ho fatto scioglere in un pentolino un po' di burro con tre foglie di salvia. Poi ho dorato in padella uno scalogno piccolo a cui ho aggiunto delle zucchine e dei pezzetti di prosciutto cotto al forno e fatto saltare tutto velocemente, mentre gli gnocchi lessavano.
Una volta cotti, ho aggiunto gli gnocchi nel sugo in padella, saltato di nuovo il tutto e poi mantecato con il burro sciolto a parte ed ovviamente rifinito il tutto con una spolverata di pepe e parmigiano.

Risultato? Un piatto proprio da provare, almeno una volta nella vita (oh yeah.)



domenica, luglio 08, 2012

Dio Cern: il Bosone e l'inevitabile scena del Fosso di Helm

E fu così che una fisica italiana, insieme ad un gruppo nutrito di altri ricercatori italiani, trovo' Dio.

Che anche la nonna adesso ha avuto la sua rivincita su noi miscredenti e ha annunciato fiera via Skype che lei lo aveva sempre detto, che Dio esisteva, eh. E adesso ci s'ha le prove.

Pero' questo post non e' qui per dibattere di filosofia religiosa con la nonna - battaglia già persa malamente in partenza - ma esplicitamente per accontentare la Caotica Dentro, che per non si sa quale inesplicabile gesto di fiducia ha chiesto alla sottoscritta un post-spiegazione de' noartri su cosa sia questo Bosone di Higgs.
Ed ovviamente una richiesta del genere e' più che sufficiente ad ingigantire il già abbondante orgoglio zittello e farlo cimentare in campi dove davvero non dovrebbe inoltrarsi, perciò ecco a voi quello che la mia mente ha elucubrato dopo ore di intensa meditazione sul nostro Bosone e sulle inevitabili domande esistenziali che porta con se':

Chi e' costui?
Perché tutti lo cercano?
Ma ci sono più le mezze stagioni?


Dando per scontato che neppure l'acceleratore del Cern possa rispondere alla terza domanda, mi sono concentrata sulle altre due rimodellando un po' una metafora apparsa sul Corriere qualche giorno fa.

Allora, pensiamo un attimo a quello che succede nell'infinitamente piccolo universo quantistico: questo posto ameno e' sovraffollato di particelle, che come potete intuire dal nome, sono tutte femmine. E non ci sono negozi. Perciò cosa facciamo di solito noi donne, se ci tolgono lo shopping?

Esatto, noi ci abbiamo di sicuro sempre tante cose da fare, meglio se più di una contemporaneamente, meglio se più velocemente possibile. Non abbiamo tempo da perdere - perché appunto non abbiamo neppure lo shopping a distrarci - e se proprio vogliamo socializzare, lo facciamo con il telefono incollato all'orecchio, senza smettere di andare velocemente da un punto A - metti caso i fornelli - ad un punto B - diciamo la scrivania in ufficio. Ovviamente A e B possono indicare un numero all'ennesima potenza di punti diversi nella vita di una donna (o di una particella, come nel nostro caso).

Come si può capire, un universo quantistico composto solo di tali particelle piene di energia e sempre in movimento alla velocità della luce non parrebbe proprio il posto da cui tutte le cose di materia "solida" e molto molto più "lenta" della luce siano create...le particelle mica hanno tempo per rallentare, stiamo scherzando?
Quindi qualcosa deve per forza accadere perché 'ste figliole rallentino e si raggruppino creando capannelli belli compatti di particelle felici e non più vogliose di continuare la loro folle corsa.
Ecco, questo qualcosa e' il Bosone - notare per favore il maschile - di Higgs, che io mi immagino così:

L'arrivo del Bosone

Immaginate solo l'effetto collettivo che un'entrata in scena del genere di un qualsiasi Bosone possa scatenare in un gruppo di particelle che non ne avevano mai visto uno in vita loro. Cioe' queste mica rallentano e basta, queste innescano un testacoda in freno a mano che neppure Schumacher ai tempi d'oro e si fiondano - letteralmente a velocità luce - su di lui.

Ed in men che non si dica il malcapitato Bosone, anche lui fotonicamente veloce prima di imbattersi nelle Particelle, si ritrova al centro di un nugolo di fans urlanti ed accalcate ed ovviamente e' costretto a rallentare il passo, facendolo di conseguenza rallentare a tutto il gruppo di particelle intorno.
Ma loro, indefesse e del tutto indifferenti al rallentamento, vengono richiamate a frotte per poterlo vedere, toccare, fotografare, stintignare e quant'altro; e per far ciò si spingono, saltellano, si appiccicano e  si compattano sempre più strette intorno a lui, inarrestabilmente, senza che nessuna di loro anche soltanto pensi di mollare la presa...finche', et voila', in un baleno diventano inseparabili ed ecco che avviene l'irreparabile ed il primo nucleo di materia solida si e' creato.

Morale della favola (sempre quella): tira più un Bosone di Higgs che un carro di buoi.


PS. Questo e' quello a cui, quasi inevitabilmente, i Bosoni assaltati dalle Particelle possono andare incontro:
Il Bosone dopo l'incontro con le Particelle



mercoledì, luglio 04, 2012

Il Fronte di Liberazione delle Aragoste

La Campagna e' iniziata!

Armatevi di carte di credito, cash, assegni, vaglia postali, traveler's cheques, libretti al portatore, valigette con doppio fondo piene di contanti e pure reni da vendere al mercato nero...il momento della liberazione e' arrivato!

Qui il Manifesto Spirituale del Fronte di Liberazione.
Qui e nella foto, i primi eroici tentativi andati a buon fine.


giovedì, giugno 28, 2012

Un giorno

C'e' un vecchio film francese, Mayrig, tradotto in italiano nell'impossibile "Una strada chiamata paradiso".
E' uno di quei film che erano soliti passare nei pomeriggi d'estate, dalle due alle quattro, proprio quando si sprofonda nel torpore dei 40 gradi.
Ed e' pure un bel film, con Claudia Cardinale e Omar Shariff nei panni dei genitori del protagonista, un bambino armeno scappato con la famiglia dal genocidio e rifugiatosi in Francia, in cui cresce fra difficolta' economiche e razzismo finche' non diventa uno scrittore teatrale ricco e famoso.

Ma e' sempre stata la scena finale a rimanermi impressa, anche allora quando l'idea di venire a vivere in Nuova Zelanda non era neppure una scintilla dentro uno dei miei neuroni. In questa scena, il protagonista ormai adulto e' riuscito finalmente a comprare la villa dei sogni per la madre e si vede lui che la saluta nel viale circondato dalle rose e poi si incammina verso il cancello con lei, anziana ed ingobbita ma sorridente, che rimane in piedi ad osservarlo.
E mentre cammina lui pensa che si', e' finalmente riuscito ad affermarsi nella vita, a rendere orgogliosa la madre e addirittura a realizzare il suo lungo sogno di quella casa con le rose; ma e' cosciente, anche in quel momento perfetto, che ad un certo punto, un giorno, mentre sara' in giro da qualche parte con le sue opere teatrali, ricevera' quella telefonata tanto temuta e non potra' mai piu' riabbracciare sua madre.

I momenti perfetti non durano per sempre.

E lo so che aver realizzato molti dei miei sogni, avere un lavoro bello ed interessante, aver sposato una persona speciale e che amo davvero e vivere in un posto irreale per bellezza e lontananza da tutti i problemi di tanti miei coetanei sia di sicuro il modo migliore di dimostrare tutto l'amore verso i miei genitori.
E so di averli resi orgogliosi e felici per tutto questo.

Ma arrivera' anche per me quella telefonata.
Ed io saro' a riceverla all'altro capo del mondo, impotente.
Pensando alle cose inutili dette nell'ultima videochiamata, che se solo lo avessi saputo che era l'ultima volta in cui ci vedevamo.

I momenti perfetti non durano per sempre, ed a volte non sai proprio quale sia la cosa giusta da fare.


un momento perfetto

venerdì, giugno 22, 2012

Prometeo, perche'?

Ok, va già da se' col titolo che ci sono un sacco di spoilers in questo post, quindi se non  avete ancora visto il film ed avete intenzione di farlo, vi consiglio caldamente di saltare questo post.

Dai, che tanto non e' un gran che.

Sono sicura che ci sono tonnellate di modi migliori di spendere il vostro tempo invece di rovinarvi uno dei film che volete vedere.

Anzi, metto pure il page break, così non cadete involontariamente nella tentazione di andare avanti...

lunedì, giugno 18, 2012

Annunciazione, Annunciazione.

Dopo mesi passati a giocare alla piccola montatrice video, non potevate davvero, voi poveri disgraziati che capitate tra queste pagine, scansarvi l'ondata virale di filmati matrimoniali da me prodotta.

Anche perche' non potendo invitare a cena la maggior parte di voi, non posso mettere in pratica quel bonus notevole che si applica al primo periodo post-matrimoniale, ovvero rimpinzare prima l'ignaro amico con cena a base di salsicce e polenta ed aspettare poi che l'abbiocco gli abbassi le difese per rifilargli la Tortura con la T Maiuscola: il filmino del matrimonio.
Meglio se correlato con relative 1437 foto, ognuna appositamente commentata dagli overentusiastici sposini.

Quindi, deprivata di cotanto legittimo divertimento, ho ripiegato sul mio inseparabile amico YouTube  e dopo una campagna pubblicitaria serrata e di altissimo livello che potete ammirare qui di seguito:

venerdì, giugno 08, 2012

Messaggi mediatici e loro molteplici interpretazioni


Questa qui sopra e' l'immagine di come si presentava ieri il Corriere, sezione sportiva.
Ora, io avro' pure una mente deviata, ma mentre leggevo con ansia delle indecisioni di Prandelli alla vigilia di Italia - Spagna (Difesa a tre o no? Tenere Balotelli lontano da oggetti infiammabili o no? E far capire a Cassano che il congiuntivo non e' una malattia dell'apparato oculare o lasciar perdere e mettersi dei tappi nelle orecchie?), l'occhio non faceva altro che tornare in continuazione verso la super-colorata e molto ben in evidenza pubblicita' laterale.

Pare che il messaggio che voglia mandare agli utenti del corriere sia quello di utilizzare questa ditta per confrontare 18 diverse assicurazioni e risparmiare (fino a) 800 eurini.
Io questo l'ho capito solo dopo aver scattato la foto ed aver letto la parte superiore. Si' perche' quando leggi l'articolo la barra in alto scorre insieme al resto della pagina, i due tizi dalle parti invece rimangono li', a fissarti in mutande ed a portare le povere menti fragili come la mia verso direzioni diverse e non volute (?).

mercoledì, giugno 06, 2012

Le Mille Bolle Blu


Arrivare il venerdi' sera verso le nove dopo aver guidato 5 ore nel mezzo della Nuova Zelanda.
Vedere che il termometro, fuori, segna 3 gradi.
Scaricare le valige, svestirsi velocemente lasciando i panni disordinati sul pavimento.
Stappare la bottiglia di spumante, riempire i bicchieri ed immergersi completamente nella piscina privata con acqua a 38 gradi.

E mentre tutti i tuoi muscoli si rilassano - ma proprio tutti, dalla cute fino al mignolo del piede sinistro - e le bollicine ti avvolgono e massaggiano delicatamente la tua pelle nuda, tu brindi felice ad uno di quei momenti in cui la vita ti sembra davvero qualcosa di spettacolare.

Taupo, ti lovvo.

lunedì, maggio 28, 2012

La Kereneg

Quattro anni e mezzo fa.
Lui, da una parte dell'oceano. Lei, dall'altra.

Lui:"Abbiamo una macchina! Ed e' una Jeep! Un 4x4 vero...ho sempre desiderato averne uno,sai?"
Lei:"Evviva! Ma e' pure carinissima! Ed e' verde! E piccolina! Mi ce lo fai attaccare l'adesivo della Mela quando arrivo,vero?"
Lui:"...mmmhmm..."
Lei:"E come la chiamiamo?"
Lui:"Non so, qualcosa che sia un po' aggressivo, e sportivo, ma che abbia pure un significato...insomma qualcosa da 4x4"
Lei:"Vediamo...beh, 4x4 = 16"
Lui:"Ok, come si dice Sedici in Elfico?"

Kereneg.

E tra un'ora faranno l'ultimo viaggio insieme, Lui, Lei e la Kereneg. 
Sostituita con una macchina che ancora deve meritarsi un nome. 
(pare che quello proposto da Lei, MdM, non sia accettabile...)

Di sicuro alla Kereneg non potra' che andare meglio, difficile trovare due padroni che in quattro anni e mezza non ti lavino neppure una volta e si dimentichino di rifornirti di olio facendoti girare a secco per mesi.
Ma Lei un po' di tristezza sdolcinata non puo' nasconderla.

La prima macchina comprata insieme, le prime quattro ruote che hanno visto ed aiutato l'inizio di questa incredibile e spensierata avventura agli antipodi. 
La silenziosa presenza in milioni di foto felici al di qua del mare.

E' come se si chiudesse un piccolo ciclo stasera, sicuramente insignificante nel grande circolo delle nostre vite, ma pur sempre felice e pieno zeppo di ricordi ed e' inevitabile un po' di tristezza quando accade.

Insomma, e' solo una macchina, ma per un po' e' stata la nostra Kereneg e non sara' facile dimenticarla.

Buon viaggio K!




(PS. dove avro' messo gli adesivini della Mela? Stasera me ne servira' uno nuovo di zecca...)


giovedì, maggio 24, 2012

La Fortuna e' Quantistica (ma la Sfiga e' Classica assai)

Ok, allora c'e' questo terreno qui, che e' qui fisicamente da qualche milione di anni e sul mercato dall'equivalente umano di qualche milione di anni, ovvero piu' o meno 2 anni e mezzo.

E dico nel Paese in cui una proprieta' riceve tre offerte tre dopo che e' stata vista solo per mezz'ora, di notte, con la pioggia.

Quindi un bel giorno passando nei paraggi si decide di andarlo a vedere. Carino. Bel posto. Belle viste. Sole fino a tardi.
Ci si guarda negli occhi e si dice, beh, magari vale la pena sentire un costruttore e vedere se col nostro budget ci si rientra.

Barry il costruttore, che in realta' si chiama Andrew ma ha decisamente la faccia di un Barry, dice che si', non e' che ci si abbia tutti questi soldi, ma una casa la si dovrebbe rimediare, e promette di adare a vedere il terreno cosi' poi ci si incontra e si decide cosa ci si puo' fare.

Figata estrema. Vuoi vedere che alla fine ci si costruisce davvero una casina nuova?

Tipo una casina con pareti, tetto e pavimento completamente isolati, col caminetto, coi pavimenti di legno e i doppi vetri. Troppo bello. Ah, e la cat-flap, ovvio.

E quindi parte subito con sprint il flip mentale. E gia' mi ci vedo preparare a casa delle focaccette col prosciutto e portarle ai costruttori il sabato insieme a delle birre fresche. Poi correggo pensando che e' inverno e cambio con muffin appena sfornati e thermos di caffe'.
Accipicchia, devo ricordarmi di comprare un thermos. Che poi il caffe' glielo faccio un po' lungo, altrimenti quanti espressi mi ci vogliono per riempirlo?
I muffin poi li posso fare col dulce de leche che ho giusto trovato l'altro giorno alla mediterranean warehouse.
E poi devo fare le foto della casa in costruzione, magari pure qualcuna buffa dove io e lo stregone facciamo finta di aiutare con martelli e seghetti. Anzi, ci vogliono pure dei video, cosi' da casa si sentono piu' partecipi dei lavori in corso. Magari mi potrei pure comprare una camicia a quadri di flanella per essere piu' in tema.

E poi si continua oltre, a quando la casa e' finita e ci sara' l'appartamentino per i genitori dello Stregone, che pero' quando non ci sono potremmo affittare ai turisti. Quindi devo fare un sito internet, usero' probabilmente un sito-blog che e' gratuito, tanto per iniziare. E poi devo pensare all'arredamento, chissa' dove si trovano tutti quei campioncini fighi di bagnoschiuma e shampoo organici? Magari poi potrei far trovare agli ospiti una bella pagnotta di pane appena sfornato, o forse sempre i soliti muffin (che le fantasie a volte si sovrappongono, si sa).
Devo pure ricordarmi di lasciare le chiavi sotto lo zerbino se gli ospiti dovessero arrivare in orario di lavoro...

...poi ieri chiama Barry. Dice che e' andato a vedere il sito, bel posto. Ci si puo' sicuramente costruire, e' praticamente pari.

Pero'.

Pero', tu pensa il caso!, c'era giusto li' l'agente immobiliare con dei clienti quando e' arrivato lui. E i clienti stavano giusto consegnando un'offerta. Un'offerta che come abbiamo saputo la sera stessa, e' stata giusto accettata.

Dopo piu' di due anni sul mercato. Proprio il giorno in cui il nostro Barry andava a vedere se si poteva fare.

Questo non e' il random quantistico del caso, qui c'e' un preciso meccanismo causa ed effetto, fra l'altro rigorosamente e fulgidamente descritto dalla Legge di Murphy.

La sfiga e' la portabandiera della meccanica classica.

mercoledì, maggio 16, 2012

Inception (de' noartri)*

Ti svegli una mattina, ti alzi, ti lavi, fai colazione e svegli tuo marito. Routine.

Poi lui arriva bello sorridente, ti dice "Buongiorno!" e ti schiocca un bel bacio.

E te ti ritrovi infastidita, c'e' qualcosa che non torna, sei nervosa e forse pure un po' arrabbiata con lui ma non riesci bene a mettere a fuoco il perche'.

Dev'essere per qualcosa che ha fatto o detto ieri sera. Forse.
Mmmhm.

Lui se ne accorge ma non riesce bene a capire che succede:"Come mai sei nervosa con me? Ho fatto qualcosa che ti ha fatto arrabbiare?".
Con il piu' limpido ed onesto degli sguardi.

E in un lampo ecco che ti ritorna tutto in mente, che bastardata!
"Certo che sono nervosa con te!!!" Ti ritrovi a sbraitare.
"Stanotte ho sognato che rientrando a casa dal lavoro ti trovavo a letto con il tuo migliore amico, ed eravate nudi. Ma soprattutto, e dico soprattutto, io stavo cercando di organizzare per andare a cena fuori e voi due - entrambi! - quindi pure te! - non mi ascoltavate per niente!!!
Tu non mi ascolti MAI in sogno!!!" **

E' chiaro quindi che solo dopo diversi tentativi piu' o meno sinceri del marito di scusarsi per la sua pessima condotta nei tuoi sogni tu possa perdonarlo e ritornare felice, sorridente ed innamorata.

* Post basato su una storia vera)
** Notare la scala di gravita' nell'offesa subita attibuita ai vari eventi del sogno)


Che c'entra il cane? Nulla, ma il costume e' notevole.


giovedì, maggio 10, 2012

Ha pure un nome, adesso.

Lo chiamano Femmicidio.

Sul Corriere di ieri era riportata la notizia che in Italia, dall'inizio dell'anno, si sono registrati 54 omicidi di donne. Soprattutto per mano di mariti, fidanzati, conviventi, amanti etc.

54. 
Dall'inizio dell'anno.

Tante volte vi fosse sfuggito il dettaglio, significa che sono state uccise in meno di quattro mesi e mezzo.
Insomma, una bella media tonda tonda di 12 donne il mese, o meglio ancora 3 donne la settimana.

Una frequenza maggiore a quella con cui mi lavo i capelli.

Ed io che credevo che lo sport nazionale fosse il Calcio, povera illusa.


lunedì, maggio 07, 2012

Tempi Moderni (e un matrimonio)

Evviva L&G!
Parrucchiera (P):"Allora, facciamo due riccioli?"

Zittella all'Estero (ZaE):"Ma certo!"

P:"sono per un'occasione? che fai stasera?"

ZaE:"eh si', ho un matrimonio stasera. Si sposa un mio caro amico."

P:"Davvero? Che bello! E dove si sposa?"

ZaE:"In Italia."

P fa una pausa perplessa pensando che l'accento strano e l'inglese stentato della ZaE le abbiao forse fatto capire male.

P:"In Italia?ah, bene, ma invece tu STASERA che fai?"

ZaE:"Eh, vado al loro matrimonio, per questo mi stai facendo i riccioli!"

P:"In Italia..."

ZaE:"si' beh, suona strano ma un amico comune cerchera' di avere copertura 3G, perche' non c'e' rete WIFI la' e mi chiamera' via Skype cosi' che possa vedere la cerimonia e salutare gli sposi. Tutto dal divano di casa. Pero' capisci che almeno i capelli andavano fatti, e' per calarsi nell'atmosfera!"

P:"Ah".
E mentre le parole 3G, WiFi, Skype risuonano ancora nella stanza, lei scuote quasi impercettibilmente il capo e si rimette ad arricciare le lunghe ciocche bionde di quella strana cliente.



(PS. vedevo tutto verde come nel peggiore trip da funghi allucinogeni, ma eravate bellissimi, L e G!!!)



giovedì, maggio 03, 2012

Se fossi una tartaruga

Ovvio che arriva il momento.

Me lo aspettavo perche' i segnali c'erano tutti: il lavoro sicuro, un marito di cui sono follemente innamorata, la voglia di comprare casa e - soprattutto - di avere un gatto e, the last but not the least, le amiche intorno che cosi' incautamente continuano a figliare una dopo l'altra.

Hanno giusto aspettatto che passasse qualche mese dal matrimonio prima di cominciare l'attacco simultaneo.

"Beh, andesso che sei nei trenta il tempo comincia a stringere...."(WTF?!?)
"Ah ma che bella coppia siete, immagino che presto allargherete la famiglia,eh?"
"Vi conviene cercare una casa piu' grande, che ne avrete bisogno presto!"
"Guarda, fidati di me che sono vecchia, tu saresti una mamma fantastica, ne sono convinta!" (sorriso estasiato a seguire).

Ebbene si', lo ammetto. Mi avete convinta. Anche io adesso sono sicura che sarei una mamma fantastica, la migliore di tutte.

Fossi una tartaruga marina.

martedì, aprile 24, 2012

Alla ricerca di Dio

C'e' sempre quel momento nella vita di ciascuno di noi in cui arriva prepotente il bisogno di fermarsi e riflettere sulla vita, l'universo e tutto il resto.

E magari iniziare la nostra personale ricerca di Dio.

Ora, io non sono mai stata molto ferrata sul come cercare questo Dio che pare pure piuttosto elusivo, almeno a vedere la moltitudine di persone che ha provato a contattarlo nei secoli, e quindi ho deciso di cominciare dall'unico posto capace di metterti in contatto con persone che non sai neppure di conoscere.
Facebook.
Beh, non ci crederete, ma Dio c'e', su Facebook.
Anzi c'e' pure un po' troppo, talmente tanto da complicare inesorabilmente la mia ricerca.

martedì, aprile 17, 2012

E finalmente...la patata fritta come Dio comanda! (ovvero: Heston Blumenthal's triple cooked chips)

Una di quelle cose che mi hanno sempre avvelenato il fegato in cucina non e' di sicuro l'abuso di Vitamina R, come starete pensando voi, ma il ben piu' grave fatto di non essere mai stata capace di friggere una degna padellata di patate fritte.

Pure la Nonna, indiscussa ed innarivabile Queen of the Friggo Tutto e Croccante deve arrendersi di fronte alla temibile sindrome da patata mencia.

E' terribile dover ammettere che le patate surgelate siano infinitamente piu' gustose, fritte, di qualsiasi patetico tentativo tu abbia mai fatto con le patate fresche. Che poi ci perdi tempo a sbucciarle, lavarle ed asciugarle tutte, e ogni volta le guardi speranzosa mentre friggono beate e dorate nella padella...e pensi che magari questa e' la volta buona davvero, che magari il nuovo taglio a rondelle/filo/mezzaluna/tronchetto/stella/albero/sasso/carta/palloncino dell'alcool test e' il taglio decisivo.

E invece no.

Immancabilmente appena le poggi sulla carta assorbente, le sali e ti prepari ad assaggiarle, queste si ammosciano quanto un ex ministro ultrasettantenne che ha finito la scorda di pillole blu. E tu inevitabilmente ci rimani giusto un po' male.

Quindi e' con somma gioia e profondo orgoglio che annuncio al mondo la' fuori di avercela finalmente fatta: ho trovato la Ricetta Definitiva della Patata Fritta. Quella che le fa davvero croccanti. Quella che funziona.
Grazie Dio!

mercoledì, aprile 11, 2012

Grazia, Graziella e Diego.

E cosi' tra un po' io e te ci vedremo su skype.
O meglio, io ti guardero' e commentero' il piu' cortesemente possibile le tue mossette, mentre tu sarai perso in quella nube confusa che e' ancora il tuo cervello, i cui unici comandi che e' per adesso in grado di dare sono mangia, dormi, piangi e caga. Nessun programma per "saluta la zia Elisa via internet" ancora, il che la dice piuttosto lunga sulla tua intrinseca utilita', non trovi?

Come avrai gia' capito, io non sono come le altre amiche della mamma, a me non mi freghi facendo simpatici mugolini e mostrando piedini e manine degni del miglior cesellatore. Eh no.
A me i bambini che sbavano fanno effetto, non tenerezza.

Quindi con me dovrai lavorare sodo. Diciamo che comincerai a diventare interessante quando saprai contare fino a venti. In greco antico. E alla rovescia. (*)

venerdì, marzo 30, 2012

You can't beat Wellington...yeah right.

Dopo quattro anni di attenta osservazione posso dichiarare con una certa convinzione che Wellington e' una citta' donna.

Anzi, piu' nello specifico, e' una zoccola di razza.

Non di quelle che si mettono strapponissime con calze a rete, stivali a coscia e mini-top di borchie e pelle, per carita'. Quelle sono facilmente smascherabili e quindi, se si vuole, pure facilmente evitabili.

Invece lei no, lei e' di quelle vere, quelle col trucco al naturale e gli abiti di classe. Quelle che attirano gli uomini come falene col fuoco e li riducono in invertebrati sbavazzosi e sospiranti che si fanno in quattro per trovarle una cazzo di tazza di camomilla al bar della discoteca.
Roba che se provi a farla te, povera crista senza talento, ti ritrovi a bere dall'acqua dello sciacquone per quanto gliene frega a loro. E giustamente.
Invece lei poi gli sorride, beata e cosi' grata per tale gesto cavalleresco, e loro ricominciano a sbavare come lumache nel detersivo.

martedì, marzo 20, 2012

Il Socially Correct e la fine del sano sputtanamento zittellesco

Non e' la fine assoluta dello sputtanamento, solo di quello sano.
Ovvio che si continua a parlar male dei terzi, meglio se assenti, solo che non lo si fa con una cartina di tornasole in bocca, ma con lo stile da santarellina dell' io-non-mi-permetterei-mai-di-criticare-gli-altri-ma...

Che due coglioni.

La maniera zittellesca di sputtanare l'altrui persona e' fatta di frasi come questa:
"Quel tipo sfida ogni legge della fisica: appena apre bocca si irradia da lui il vuoto assoluto, roba da far spegnere le candele ed appassire i fiori in un raggio di 10 metri per mancanza di ossigeno. Scommetto che quando hanno fatto la pubblicita' della particella di sodio che urlava: "c'e' nessunooooo????" in realta' si sono inspirati al suo cervello."
Chiara, efficace, diretta.

La maniera Socially Correct invece involve agili carpiati e complicate piroette della grammatica italiana. Ne esce fuori qualcosa del genere:
"No guarda, ci tengo a dire che e' proprio un ragazzo d'oro il tizio, e aveva pure una maglietta simpatica...ecco, magari, ha delle opinioni inusuali ed a volte proprio non si riesce a capire il senso delle sue frasi...non che stia implicando che quello che dice non abbia proprio senso, solo che forse era un po' troppo...aehm...diverso da quello che uno potrebbe aspettarsi...pero' davvero un caro ragazzo, eh...ma a voi non manca un po' l'ossigeno?Apriamo la finestra?" *

Mentre esternare la prima frase vi fa sentire nel 90% dei casi piu' leggere ed in pace con l'universo come a volte capita dopo essere state al bagno, dover pronunciare la seconda ha lo stesso effetto dell'iscrivervi ad una maratona campestre: vi ritirate stremati e grondandi e con quel senso diffuso di insoddisfazione tipico dell'aver lasciato una cosa incompiuta.

E vi fa venire pure fame.

Quindi la mia domanda e': vale davvero la pena rinunciare a sensazioni sane e positive per apparire personcine piu' buone e gentili?
Che tanto il povero cristo dell'esempio sputtanato rimane, eh. **



(* ehi, C., quando lei ti dice che non vorrebbe mai rovinare una cosi' bella amicizia non ci vuole il Master in Socially Correctness per capire che lei, sull'isola deserta,  fra te e l'armadillo sceglierebbe l'armadillo. Ripetutamente.)


(** Ogni riferimento a fatti o persone e'...ahem...vabbe' dai, tanto non ci credebbe nessuno)

martedì, marzo 13, 2012

Regalatrice di sogni

Dice lo Stregone che io sono una Regalatrice di Sogni.
E che pero' dovrei stare attenta a regalarli, i sogni, perche' sono fatti di una sostanza effimera e cangiante: se a me non costa nulla spanderli a destra e a manca, chi invece li riceve e decide di farli suoi, deve prima o poi pagarne il prezzo.
La fregatura sta che nessuno puo' sapere in anticipo quale sia questo loro prezzo.

lunedì, marzo 05, 2012

Happy Birthday, to me.


3 Marzo 2012. Sabato mattina, che gia' mette allegria di per se'.

Fuori si sta scatenando il finimondo - le chiamano weather bombs quaggiu', ma sono conosciute ai piu' come cicloni - pero' nella casina sul mare dalla stufetta si diffonde un bel calduccio.

Lo Stregone da' un bacio a quella ragazza col mac che incidentalmente e' pure sua moglie e si alza dal letto lasciandola sola a poltrire ancora un po'.
Chiude anche la porta dietro di se'.

E' bello starsene sotto le coperte mentre la pioggia sbatte violenta sul tetto.
Magari leggendo qualche altra pagina dell'immancabile libro sul comodino.

Ma dopo un po' un odore buono di cose cucinate, pane scaldato e caffe' si insinua fino alla camera da letto e la ragazza col mac e' costretta ad alzarsi, seguendo quella scia di profumi che l'attira fatalmente verso la cucina, come gatto Silvestro nei cartoni animati.

Scalza, con i capelli tutti arruffati ed ancora in camicia da notte, quella grigia a gatti stampati, si avvicina e spalanca la porta.

E si trova davanti una tavola imbandita con uova fritte, prosciutto, salame, formaggi e focaccine, yougurt con la frutta, cioccolata, caffe', latte e succo di mela.
Un mazzo di fiori enorme che viene da lontano e vuole ricordarle che una mamma, una nonna, un babbo ed un fratello le vogliono bene, tanto, piu' dei chilometri che li separa.
Una torta con tante bellissime candeline colorate che brillano contente nella penombra di quella mattina di tempesta.
Una scatolina con un fiocco enorme ed una sorpresa di giada al suo interno.

E, davanti a tutto questo, una persona meravigliosa, che e' pure un po' Stregone ed incidentalmente suo marito, le corre incontro sorridendo, l'abbraccia stretta e le augura buon compleanno.


Questo e' il mio 350-esimo post e lo scrivo per dire a tutti voi la' fuori che sono felice. tanto.

mercoledì, febbraio 29, 2012

Lettera ad un'amica perduta

Cara amica da tempo perduta, ti scrivo forte perche' sei molto lontana, ma ti scrivo senza un perche'.
Forse e' tutta colpa di questo giorno strano, che capita ogni quattro anni e non ha memoria di cio' che avviene nel frattempo.

Da quando non ci sentiamo piu' sono successe diverse cose, il lavoro mi ha permesso di conoscere una nuova citta' che ti piacerebbe molto, ho imparato a fare i tortellini e mi sono pure sposata.
Ci crederesti? Una zittella fino al midollo che attraversa una navata tutta in bianco.
Praticamente un bersaglio mobile.
E' stata una giornata incredibile e c'erano tanti amici intorno, tanto affetto e tanti ricordi che quasi si riusciva a dimenticare quel posto vuoto che sarebbe stato il tuo.

La nostra amicizia e' stata lunga e molto bella, ed e' finita come solo le cose importanti possono finire: con rabbia, cattiveria e quel dolore che e' proprio di chi si conosce cosi' bene da poter ferire senza doverci star troppo a pensare.

E la mia lettera non vuole arrivare a te, a cui forse non arrivera' mai, portando con se' l'inutile speranza dell'infame Pandora a noi cosi' cara. Non vuole, non puo', dimenticare la tristezza infinita provata nel vedere andare in frantumi qualcosa che aveva dato per stabile e solido ed invece era solo un'effimera creatura di cristallo, le cui scheggie ancora non sono state tutte rimosse.

Vuole e puo', pero', rubare una pagina di questo spazio virtuale che creammo insieme per ricordare proprio quella amicizia di cristallo, le cui sfaccettature proiettavano gli arcobaleni di pazzia e giocosita', disincanto ed autoironia, profondita' e voglia di non prendere niente e nessuno mai troppo sul serio che eravamo noi.
Delle noi piu' giovani, piu' spensierate, senza quei chilometri che ci hanno portate cosi' lontane.
Non so se eravamo felici, ma so che sapevamo divertirci, e divertire.

E adesso che il tempo ha fatto sedimentare i sentimenti piu' pesanti, ricoprendoli con quello strato leggero di rassegnazione che rende tutto piu' liscio e sfuocato, ecco che come piccole bolle colorate ritornano a galla le miriadi di ricordi, colori e parole legate a noi.

Affiorano come surreali racconti dalle pagine di questo blog, con nomi tanto scientifici quanto assurdi come il Ramingus Olezzosus o il Fizwilliamii Domesticus.
Cadono da vecchi diari sottoforma di bigliettini per ricordare l'ultimo dell'anno dei Trilobiti il 31 Dicembre del Permiano o quel maledetto esame di Botanica Sistematica con tanto di cartolina a frutta e verdura.
Hanno il volto del camaleontico Ulisse Dini, il suono delle fusa di un gatto, il profumo di polpette fatte in casa e la forma di un bicchiere pieno di Vitamina R.
Portano con se' l'orgoglio di una mela morsicata a cui affibbiare un nome, il genio di teorie entropiche e dissertazioni sui gas nobili e il mistero di domande esistenziali che non troveranno mai risposta.
Ma perche' le Zittelle non si estinguono?

Soprattutto, pero', hanno la forte familiarita' di ore ed ore passate a chiacchierare e vaneggiare, passeggiando per Pisa o davanti ad un piatto sempre offerto con gioia, degustando un pampero invecchiato o in macchina nella piazzetta di Santa Caterina, con i parcheggiatori abusivi che ci squadravano straniti.

Certe cose probabilmente si consumano e finiscono senza che si possa far nulla per evitarlo ed io sto imparando questa lezione, o almeno ci provo...e' bello pero' sapere che non sono accadute invano, che tutti questi ricordi preziosi hanno arricchito la mia vita e saranno li' per me, loro si', si spera per sempre.
O quantomeno finche' i miei gia' provati neuroni riusciranno a ricordare.
Che e' gia' qualcosa.

E a te, amica perduta, auguro col cuore di conoscere nuove persone interessanti, di leggere tanti libri stupendi e di trovare sempre i biglietti per il concerto del Boss.
Ma ti auguro soprattutto la forza di non lasciarti prendere dal fascino nero della tristezza e di inseguire sempre i tuoi sogni, anche quelli piu' folli, perche' noi siamo parte del ristretto gruppo di esseri umani privilegiati che possono davvero farlo e non vale la pena sprecare questa grande occasione che e' la nostra vita.
Sarebbe da perdenti evoluzionistici, e lo zio Darwin non ce lo perdonerebbe mai.

Grazie per tutto quello che mi hai dato per dieci anni, e' stata una bella avventura la nostra.

Con affetto e senza piu' rancore,
una vecchia zittella.


giovedì, febbraio 23, 2012

3.3...33 L'anteprima

So che voi 4 o 5 gatti assidui lettori di questo brillante ed intellingentissimo blog morite dalla voglia di dimostrarmi tutto il vostro enorme affetto, e chi sono io per rifiutarvi l'opportunita' di farlo?

Cosi', dal basso della mia infina modestia ed umilta', ho pensato che questa immagine fosse un modo gentile per ricordare a tutti che fra una settimana e' il mio compleanno...


si accettano contanti, assegni, vaglia postali, bonifici, soldi del monopoli, dracme (che tanto fra un po' riserviranno) e pure fiorini!

Grazie, sapete che vi amo tutti intensamente.

lunedì, febbraio 20, 2012

Pasta farro e fagioli che piu' lucchese non si puo'!

Visto che voi amichetti dall'altra parte del mondo al momento vi ghiacciate il fondoschiena ogni volta che lo allontanate dal radiatore, e considerato che comunque un bel piatto di pasta farro e fagioli fa bene al cuore in qualsiasi stagione, ma funziona meglio piu' si va sottozero, ecco la mia personalissima - e quindi lucchesissima - ricetta di farro e fagioli.

martedì, febbraio 14, 2012

30 anni di San Valentini insieme!

che poi e' proprio un bel record, considerando che di anni, noi, ne abbiamo giusto giusto 3 in piu'...
(il che, secondo le mie elaboratissime formule algebriche, vuol dire che compi per la quinta volta 28 anni, giusto?)



Auguri Ste!

sabato, febbraio 11, 2012

Ti ricordi?

"Ma ti ricordi di quando, quella volta al Liceo, andammo a vedere la Manon Lescaut e alla fine le urlavamo contro perché doveva in teoria star morendo di stenti ed invece era una rubiconda matrona di mezz'età?"

"Mmm, no. E te ti ricordi di quando, appena finiti gli orali di maturità, scrissi una lettera al prof di Filosofia dicendogli in sostanza che era uno stronzo fallito e gliela misi nell'armadietto?E poi lui mi venne a ricercare e glielo ribadii faccia a faccia?"

"Mmmm, no. E quando andammo a vedere Forrest Gump e si rise dall'inizio alla fine per via della piuma?"

"Eh, no. Ma ti ricordi di sicuro di quella sera di Agosto a casa di Tommy che ci ubriacammo di Negroni e poi giocavamo a frisbee con le tovagliette di vimini ed una finì fuori dalla finestra?e poi rotolammo sull'attico dove Tommy ti consegnò il mio regalo di natale per te dell'anno prima?"

"Vagamente...mmmhm, no via mi sa che avevo bevuto troppo quella sera..."

"Ehi voi due, ma siete proprio sicuri di conoscervi,eh?"

"Mmmm. SÌ. Anche perche' lui mi aveva promesso che se fossimo stati ancora single mi avrebbe sposata a 40 anni!"

"Beh, ma io ti HO sposata! Ero o non ero il sacerdote celebrante?"



Evviva! DonF. l'elusivo....è QUI!!!!

Come ai vecchi tempi, che ricordiamo così bene

martedì, febbraio 07, 2012

Lustri e Lustrini

Cinque anni fa quegli ormoni che ballavano la samba in quella famosa serata non avrebbero mai creduto di essere ancora qui a ballare oggi.

E quella ragazza che aveva di nuovo voglia di andarsene lontana avrebbe riso di gusto, le avessero detto che sarebbe andata a vivere in Nuova Zelanda ed avrebbe fatto il giro del mondo in areo almeno 6 volte. 
(Ma la voglia di viaggiare non le e' ancora passata)

E sinceramente neanche sotto i piu' potenti fumi di Vitamina R opportunamente invecchiata avrebbe la nostra cara vecchia Zittella col Mac immaginato di ritrovarsi uno scintillante anellino al dito.

Eppure tutto questo e' successo, ed e' solo grazie a te.

A te che mi sopporti nelle ore ed ore in cui chiacchiero di tutto e di nulla.
A te che mi rialzi quando cado, mi abbracci quando sto male e mi spingi quando sono riluttante.
A te che ti tappi le orecchie quando canto e sei sempre al mio fianco quando combatto.

A te che mi guardi come se io davvero fossi la cosa piu' bella.

Brindiamo a questo lustro passato divertendosi insieme come Bogart e la Bacall, camminando insieme come Frodo e Sam ed insieme guardando sempre il lato piu' brillante della vita, come ci hanno insegnato i Monty Phyton...
So long and thanks for all the fish!



lunedì, gennaio 30, 2012

Dall'altra parte

Me l'avessero detto prima.

Insomma, l'ultimo colloquio di lavoro fatto risale a 4 anni fa, non 40. Quindi ricordo ancora benissimo tutto lo stress e l'energia spesa per ognuno di questi colloqui.
I minuti spesi fissando l'armadio e cercando di elaborare il look "giusto": giacca grigia troppo seriosa? camicia e jeans troppo casual? scarpe col tacco o ballerine?
I minuti davanti allo specchio: un po' di trucco per sembrare curata, non troppo per non sembrare frivola, sopracciglia in ordine, capelli raccolti ma morbidi che fa piu' professional. Oddio ho sbavato il mascara.
Le ore davanti al monitor, editando accuratamente il curriculum, rendendolo leggero ma concentrato, pieno di iperboli per mascherare una pressoche' inesistente esperienza lavorativa, ma senza esagerare troppo nel gonfiare la realta' (ok, ammetto che quella "conoscenza di base del Greco Moderno" era un po' borderline tra realta' e altra realta').
Gli indimenticabili frequenti viaggi in bagno, grazie colite cronica!

Ed il tutto per finire a sorridere nervosa a qualcuno dall'altra parte della scrivania, un qualcuno che in quei 15 minuti ha in mano l'immenso potere di decidere della tua vita lavorativa.



venerdì, gennaio 20, 2012

Italiani, buena gente!

Per le strade di Buenos Aires piove. Dai condizionatori d'aria.

Ma dove vanno a finire le ballerine di tango quando smettono di ballare?
Ci sono piu' mucche mangiate in questa citta' in un giorno che acciughe in mare.
I tassisti di Buenos Aires sono tutti innamorati di Evita, poco importa se la conoscono solo grazie al film di Madonna.

E comunque fa troppo caldo, anche per lo shopping.

giovedì, gennaio 12, 2012

Papaveri e Papere, ovvero perche' la razza umana non si evolve

Anno nuovo, vita nuova, buoni propositi a iosa.
E vecchie abitudini.
Il genere umano e' liberamente in giro per questo mondo da un milione (scarso) di anni e sebbene sia una delle specie piu' giovani sulla terra, e' abbastanza indubbio che sia cambiato con velocita' impressionante dal Pleistocene ad ora.
Oggettivamente, passare dallo spidocchiarsi a vicenda alla fissione atomica potrebbe qualificarsi come un bel salto evolutivo.
Ai tempi dei Romani eravamo alti in media 1.53m e l'aspettativa di vita si aggirava intorno ai 35 anni. Adesso siamo sulla media dell' 1.70m e circa 80 anni; anche questo sembrerebbe un bel salto evolutivo.
Ovvia, sembrerebbe che ci sia da partire allegri con questo anno nuovo di zecca.
Poi ti svegli una mattina, leggi  questo articolo su Libero e capisci che nel suo breve ma intenso periodo su questa terra la razza umana non ha ancora, evolutivamente parlando, combinato una bella ceppa.
Ma porca miseria, com'e' possibile che in un epoca dove sono state scoperte, costruite ed inventate cose incredibili, dalla meccanica quantistica ad internet, dal cinema al Signore degli Anelli, uomini e donne siano ancora visti come due razze, due mondi, due specie cosi' diverse?
Gli uomini al potere e le donne a fare figli, possibilmente in silenzio e meglio senza alcuna educazione. E magari farciamo pure il tutto con qualche bell'abuso, fisico, mentale, sociale, legislativo, poco importa.
Qui non e' solo da mettersi le mani nei capelli, ce n'e' abbastanza di tutto questo in giro da potersi strappare ad uno ad uno tutti i peli corporei.

mercoledì, gennaio 04, 2012

Liberate le Aragoste!

Non lo definirei un buon proposito per il nuovo anno quanto soprattutto l'aspirazione di una vita.
Quella di liberare le aragoste.

Il prerequisito fondamentale e', ovviamente, quello di diventare prima milionarie. E poi iniziare a battere a tappeto tutti quei negozi e supermercati che tengono le aragoste vive in quelle grosse vasche di vetro.
Se ne stanno la', poverette, con le chele strette in grosse bande di plastica nera, ammonticchiate l'una all'altra nel disperato tentativo di scalare le insuperabili barriere di vetro. 
Perche' loro lo sanno. Loro conoscono l'orribile fine sottoforma di acqua bollente che le sta aspettando.

Percio' io sogno di entrare in questi posti, simpatica milionaria eccentrica, e dire al commesso di turno che me le compro tutte e gia' che c'e' mi imballi pure la vasca che mi serve per il trasporto.

E poi guidare verso il mare - e ovviamente verso il tramonto, come fanno tutti gli eroi - fino a raggiungere la spiaggia perfetta dove liberare le mie protette, tagliando con cura i loro legacci e dando a ciascuna di esse una carezza dietro le antenne dicendo:"Vai, sei libera!(e magari cerca di essere un po' piu' furba il prossimo turno, che mica e' sempre domenica qui!)"
Gia' mi ci vedo ad osservarle mentre muovono i primi passi incerti e poi sempre piu' veloci si ributtano in mare.

Sarebbe proprio una gran soddisfazione...ma nel frattempo, finche' non me lo posso permettere, sogno ad occhi aperti e mangio questi fenomenali spaghetti gentilmente cucinati dallo Stregone.
Dio, che buone le Aragoste.

W le Aragoste!


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