mercoledì, dicembre 06, 2006

Favoletta Natalizia

Natale è alle porte.
Indistruttibile come un cattivo da libro fantasy.
Comunque, prima che lo stress da regali, i film delle feste e soprattutto le 8 ore filate di canzoncine natalizie che Mediaworld propina agli sfortunati dipendenti mi costringano a diventare serial killer professionista di Babbi Natali, voglio raccontarvi quella che a tutti gli effetti sembra una piccola storia da libro cuore, altro che quella cocainomane della Piccola Fiammiferaia!
Tanto tempo fa (così inizia ogni fiaba che si rispetti) viveva in una ridente cittadina di provincia un allegro operatore ecologico – spazzino fa politicamente scorretto, é nessuno è scorretto a Natale – che, nonostante avesse un animo semplice ma molto buono, non aveva mai messo su famiglia. Questo simpatico personaggio si era ritrovato negli ultimi mesi a fare da “maestro” nel duro lavoro di operare in maniera ecologica – raccattare il pattume fa politicamente scorretto, e nessuno è scorretto a Natale – ad una giovane fanciulla di povera estrazione, che aveva accettato di buon grado questo lavoro provvisorio procuratole dal filantropico signor Adecco, pur avendo da accudire un marito momentaneamente inoccupato – disoccupato fa come le altre parole sopra, ormai si è capito, no? – ed una piccolissima bimba di 9 mesi. Inutile dire quanto l’allegro operatore ecologico si fosse affezionato alla povera fanciulla con prole, la figlia+nipote che non avrebbe mai avuto.
Successe poi che in una non tanto gelida mattina di dicembre l’allegro operatore decidesse di fare un grosso favore al Signore della Scarpa della ridente cittadina: il suddetto Signore infatti si era trovato a dover svuotare un magazzino ed aveva riempito ben 58 sacchi enormi di spazzatura, ops, di scarti non ecologici. L’allegro operatore si offrì di portarglieli tutti via lui, tanto in fondo quello era il suo lavoro e lo faceva volentieri. Il Signore della Scarpa, commosso dal gesto, decise allora di regalare al simpatico ometto un buono da spendere nei suoi negozi di calzature, dove avrebbe potuto trovare le scarpe più belle, comode e spropositatamente costose che si fossero mai viste (quantomeno nella ridente cittadina di provincia).
Ovviamente ogni abitante della suddetta ridente città ne avrebbe approfittato seduta stante fiondandosi nel primo negozio utile di scarpe, ma non il nostro protagonista, che senza pensarci due volte si fiondò invece a casa della povera fanciulla.
E fu così che quel Natale, per le strade della ridente cittadina illuminata a festa, la gente poté ammirare le bellissime scarpine a scaglie dorate (prodotte dagli allegri compagni calzolai Dolce e Gabbana, NdA) di una piccola bambina che mai avrebbe potuto permettersi di indossarle, senza l’aiuto di quell’operatore ecologico dal cuore d’oro… – attenzione, concludere esclamando “ma che bischero!” farebbe parecchio politicamente scorretto, e nessuno è scorretto a Natale!
Oh-oh-oh!

2 commenti:

albolo ha detto...

Che favoletta dolce!!! Una bambina povera che muore di fame ma indossa scarpe D&G! Evviva gli spazzini ecologici e gli operatori del cassonetto! Bacione

albolo ha detto...

Non è una brutta idea quella di demolire lo stadio: uno squadrone come il nostro merita un impianto da almeno 30000 posti! :)))

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