martedì, giugno 09, 2015

Quasi a casa

C'e' questo ristorantino nascosto da qualche parte in un sobborgo di una citta' degli antipodi.
Il locale e' un vecchio irish pub e siccome e' considerato 'storico' nessuno puo' cambiare i suoi interni, decorazioni di legno, vetri colorati e sedie comprese.

Pero' adesso e' un ristorante italiano, anzi un'osteria romana, e sulle sue  pareti abbondano vecchi poster di film di Sordi o foto Fabrizi e compagnia bella. Dalle casse escono canzoni di De Andre', De Gregori, Guccini, Conte.

Non mi chiedete perche', ma questo connubio di colture diverse crea un'alchimia perfetta, ti far venir voglia sempre di rimanere altri cinque minuti.

I gestori, cuochi, cantanti e tuttofare del posto sono un italiano ed un argentino e la passione per quel che fanno e' palese sia nei loro occhi che nel cibo che si inventano, cambiando il menu in continuazione: piatti semplici ma di antichi sapori, come la trippa o la pizza fritta o gli spaghetti alla bottarga e acciughe.

Cosi' capita che una sera d'inverno ti trovi invitata al compleanno di Andrea, la moglie di uno dei cuochi, personcina meravigliosa che ha appena varcato la soglia dei trent'anni ed ha ben pensato di fare una bella festa per tutti al ristorante. E' lunedi' sera - e gia' questo ti fa sentire bene, che con l'unica zia ristoratrice noi in famiglia s'e' sempre festeggiato tutto di lunedi', pure il mio matrimonio - e dietro le porte chiuse del locale ti aspettano pizze, vino ed un intero maialino allo spiedo. Si mangia in piedi tutto questo ben di dio, si ride, si conosce gente nuova e si salutano facce note.

Poi Giulio ed Emilio tirano fuori le chitarre e cantano senza fermarsi. Cantano canzoni popolari, canzoni che conosci anche se non le sai, anche se sono in un'altra lingua. Ti pare di sentire Dorme Firenze o Luna Rossa, come le cantavano i tuoi genitori con i loro amici alla fine di serate piene di vino e cibo nell'aia del nonno.

E tu, tu ti senti quasi a casa.
Quasi, perche' quel ristorante non e' la tua casa, e' la loro, ma e' una casa e come tale un posto un po' speciale. E quella sensazione di casa, di familiarita', di cose che ti appartengono e ti fanno star bene e' talmente forte in questa notte di lunedi' di inizio inverno che tu non puoi fare a meno di essere felice ed andartene a dormire con un bel sorriso stampato sulla faccia.


2 commenti:

franca b ha detto...

Ecco, ora voglio trasferirmi a Welly ;-)

eli puccioni ha detto...

Franca! Noi ti aspettiamo!

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