martedì, maggio 23, 2006

scena madre...anzi scena zitella! (post a 4 mani)

Chi non sogna un compleanno in cui il gran finale è l’addio al treno?
Che fine potrebbe mai avere una vera festa di compleanno da zitelle?
Magari dopo una giornata in cui i sogni che ci portiamo dentro da quando eravamo bambine si realizzano, ma questa volta al posto di Barbie ci siamo noi e al posto di Ken c’è il dittong…ops l’uomo dei nostri sogni (che nel mio caso è una specie di Bruce Springsteen, incrociato con Archie Goodwin, Charles Darwin, Johnny Depp e un salumiere…beh, posso concordare, magari però mettendo Sherlock Holmes al posto del pur sempre fantastico Archie, il Conte di Montecristo per il Boss e inserendo pure l’Aragon lozzo!). Immaginate la scena: lui che corre verso il treno e lo prende per un pelo e poi le porte si chiudono e lui non può far altro che salutarvi, inconsolabile, dal finestrino. Beh, queste cose per contratto alle zitelle non succedono, (contratto che io probabilmente ho sottoscritto quando ho acconsentito a farmi chiamare Zia Trudy dai maschietti di classe mia alle elementari…oddio a me questa mancava!!!), non per questo nelle nostre vite mancano momenti di pathos o cose del genere.
La serata aveva preso la piega migliore: una bella cenetta con un riso ai carciofi e stracchino cucinato divinamente grazie grazie ... , gelato al gusto cookies e variegato alla nutella e tre allegre arpie che fanno a pezzi personaggi televisivi e reali senza troppe distinzioni e remore, con quella meravigliosa convinzione di sentirsi superiori al resto del mondo che accomuna zitelle, filosofi e rompicoglioni…poi la classica flemma indotta dalle passeggiate notturne di primavera, progetti di merchandising che speriamo di presentarvi a breve, pettegolezzi vari ed una rovinosa e cronica carenza di orientamento e calcolo delle distanze…
Nessuna piega infatti, nemmeno quella fatta ad arte con phon e spazzola, dura così a lungo, il mio addio al treno di compleanno, si potrebbe così definire come un ricciolo ribelle in una grande serata. Al posto dell’uomo dei sogni c’era Elisa (l’amica zitella dei sogni), ma chi si lamenta: poteva esserci il mago Silvan o l’odioso cronista del moto mondiale(noooo!io lo adoro!). Ovviamente ci troviamo ad essere in ritardassimo…
Superando di corsa, beh, quanto meno con una più che accettabile imitazione di passo veloce, gli ostacoli più disparati…ma si possono chiudere i cancelli dell’ospedale S.Chiara alle 20.50 e solo ad un’uscita (la nostra,ovviamente)??…ci siamo lanciate alla massima velocità consentita verso il treno in arrivo (che in realtà era una littorina a gasolio..) e abbiamo provato il famoso addio al treno (ta dan!), dopo aver esaurito tutti i possibili argomenti di conversazione…
”grazie della serata”
”no,grazie a te””allora a presto”
”che corsa però!”
”beh,adesso c’è l’uscita di scena:uno, due, tre…sipario!SIPARIO!!!”
…le porte rimangono lì,immobili…
”beh, riproviamo:uno,due,tre…uff, ma andatevene al diavolo!”
…silenzio…
”allora,ehm,domani sarà bel tempo?”
”rosso di sera bel tempo si spera”
”eh già, non ci sono più le mezze stagioni”
”vero!e sono sempre i migliori che se ne vanno”
Beh,grazie a dio alla fine l’occhiataccia del controllore ha chiuso contemporaneamente porte e bocche…anche in frankestein jr la scena del treno è più seria e composta!
- Scena da dimenticare. direte voi..
- Scena da scrivere negli annali. dico io
Perché cari nostri lettori dovete sapere che le zitelle traggono la linfa vitale da situazioni del genere, il fatto che tutto nella nostra vita vada un po’ a rovescio rispetto ai canoni e ai clicchè è il sale dello zitellaggio, anche le scene più classiche e rodate si trasformano in capitomboli dell’assurdo. Il fatto è che inconsciamente godiamo che il Mondo o il Destino o Chi sa cosa abbia in serbo per noi delle vite un po’ bizzarre e strampalate, perché questo significa che si è accorto (almeno lui) del fatto che siamo speciali e che ci meritiamo qualcosa di speciale, e se lo pensa il destino…

8 commenti:

albolo ha detto...

Giusto!

Anonimo ha detto...

Care mie, siete zitelle perche' pensate da zitelle! E come dice la Bia, siete zitelle dentro!
Guarda la scena (quella immaginata, non la triste copia con la littorina, con la quale non impietosite neanche i gatti che ci vivono, nella littorina) del treno: quella che descrivete non e' un addio al volo, con rischio di perdere il treno, e' una fuga.
Un vero innamorato **se ne frega** se il treno se ne va, prende quello dopo. Sta li', occhio languido nell'occhio perso, ed il tempo non scorre, e' eterno. O forse non esce nemmeno di casa (vostra), e dice, dai, ancora una volta, non e' ancora tardi (e' gia' lo e').
Aragorn farebbe cosi'. ma forse a Lucca, vera Terra di Mezzo, funziona diverso...
Positive thinking, or die spinstering!
sandro

Eli e Lale ha detto...

Esistono uomini che non scappano? esistono davvero uomini che non si lasciano intimorire da una donna che mostra un minimo di indipendenza? Che non lasciano perdere tutto per una più facile, e perchè no, migliore? Li capisco perfettamente... hanno ragione!
...e poi noi ci guardiamo bene dall'essere compatite, anzi vorremo vedere apprezzata la fantasia, la libertà e l'ottimismo con cui viviamo una vita un po' diversa dalle altre ma non per questo meno coraggiosa ... sinceramente preferisco il think different al think positive a tutti i costi!

Anonimo ha detto...

Eehhh, che suscettibili!
Uomini cosi' esistono, e donne anche, come esistono coppie che nascono cosi', e molte di queste si mantengono, pure, su una base che e' l'autonomia ed insieme il reciproco rispetto.
Ma ci devi credere, o continuare a farlo, in te stesso, nel mondo, nel metterti in gioco, ed in una concezione dell'autonomia *dinamica*, per cosi' dire, e non difensiva, in cui sai di poter rimanere te stesso/a anche se accetti il rischio di avere un altro (o un altra) accanto, a con-dividere i tuoi spazi, le tue emozioni, la tua vita.
L'unica zitella che conosco bene e' una mia compagna di scuola, quasi cinquantenne: terrorizzata dall'initimita' emotiva con gli uomini, e dal rischio di mettersi in gioco, dopo essere incappata in uno di quelli che scappa (e questo lo ha fatto dopo anni...), vive da molto tempo in perfetta solitudine (salvo i colleghi di lavoro e pochi amici). Lei dice, senza nemmeno tanta ironia, di essersi abituata a vivere cosi', inclusa l'idea di staccare il telefono, tanto nessuno chiama. E' pensiero positivo? No, chiaro. Ma potreste dire che sia think different? Certo, differente lo e'. Ma riguardo al far avanzare se' stessa, ed il mondo? Non credo proprio.
Mannaggia. Vedete, volevo fare dell'ironia, con il post di prima, ma ho toccato qualche suscettibilita'. E ora son qui a far discorsi seri, ed anche un po' tristi.
Via Raga', non mollate: anche Carrie Bradshaw (e Big) alla fine smettono di aver paura, e ci riescono!
Con affetto, e massimo rispetto
sandro

Anonimo ha detto...

Un'altra cosina rapida rapida: IMHO, quello che descrivete voi (Le Inscindibili - basta che no siate coe i due gemelli di Dead Ringers, di Cronenberg - http://www.imdb.com/title/tt0094964/ -, pero'...) non e' un Different Thinking, ma e' la logica di cui parla il Professor langdon nel Codice da Vinci (o in Angeli e Demoni): If you Cannot Go North, Go East.
Logica vincente senza dubbio (nel libro, gli salva la vita, vorrei vedere).
Ma chi dice che a Nord non si possa (mai) andare?
ciao

Eli e Lale ha detto...

che bello...sono quasi commossa!
qui le cose si fanno serie:illustri e coautrici che se le scrivono di santa ragione...é fantastico!allora, qualcun altro che dice la sua sui rapporti interpersonali??dai!facciamo un blog serio, per un momento soltanto però...
comunque, da buona pratica lucchese concordo con entrambi (ehi,siamo in campagna elettorale,no?) ma vorrei sottolineare il fatto che non é che io abbia proprio la classica fila di pretendenti, e quindi per me il problema sulla voglia d'indipendenza che sconfina nella difesa dal mettersi in gioco attualmente proprio non si presenta...zitella per necessità, per carattere e per la mia incurabile "sindrome di Cirano"(questa poi te la spiego,illustre!), ne ho fatto un gioco e tanto mi basta, e chissà dove mi incamminerò domani: est,nord...anche se personalmente preferisco il sud!!!
ah, penso che la citazione sia da angeli e demoni...e cmq io diffiderei sempre da ciò che dice uno che si lancia con un telo nel tevere da un elicottero a km di altezza!
Bia

Eli e Lale ha detto...

Dici bene mia cara coautrice, non si frigge con l'acqua, e a noi l'olio non è pervenuto...non per questo dobbiamo per forza affogarci nell'acqua, ci limitiamo a giocarci un po' e a riempire bicchieri mezzi pieni per brindare alla nostra intamontabile amicizia!

Scott Arthur Edwards ha detto...

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