mercoledì, settembre 25, 2013

Tu chiamala se vuoi...Sfiga Nera

Ci sono giorni che una dovrebbe semplicemente rimanere a letto. Di solito, pero', te lo senti subito appena lo lasci, il letto, che dovresti ributtartici a capofitto...ed invece a volte credi - ingenua! - che sia solo l'inizio di una bellissima giornata:

Erano secoli che non facevamo un weekend a giro, ne avevamo proprio voglia, e quindi avevamo felicemente approfittato del fatto che due nostri cari amici stanno per trasferirsi a Vienna e ci avevano invitati a passare il weekend a Westport da loro, per decidere in quattro e quattr'otto di partire.

La cosa ancora piu' sorprendente e' che lo Stregone per forse la prima volta da quando lo conosco aveva organizzato tutto da solo: biglietti aeri, parcheggio all'aereoporto, regalini da portare. Insomma, pacchetto completo. Un lusso. E gia' qui ad una persona un filino sensibile doveva venire in mente che era troppo bello per essere vero.

Infatti.



Partiamo tutti belli allegri e contenti dopo aver preso due ore di permesso dal lavoro ed arriviamo all'aereoporto nonostante le previsioni del tempo non fossero delle migliori (eufemisticamente scrivendo). Prima buona notizia: il volo non era stato cancellato. Dai che si parte lo stesso. Che poi a Welly manco piove, quindi che sara' mai.

Giusto quella mezz'ora di ritardo necessaria per vedere le altre compagnie aeree rinunciare a partire e si monta nell'aereo-punteruolo da venti posti dove il pilota ci informa che effettivamente il tempo e' un po' brutto, tipo che chiunque con un po' di buon senso se ne starebbe a casa, ma qui siamo in kiwilandia e quindi ci si prova lo stesso. Male che vada si torna indietro.

Detto fatto.
Dopo 30 minuti passati nella versione Air New Zealand dello storico Tagada' - condita di panorama biancolatte da cui emergevano solo scrosci d'acqua contro i finestrini e occasionali fulmini ai lati, il pilota si arrende e ci riporta a casa. Alla sola prospettiva di dover scendere da quell'aereino e magari rimontare su un altro dopo una mezz'oretta lo stomaco mi fa un doppio carpiato all'indietro. O forse era per via della turbolenza appena passata, vallo a sapere.

Rientriamo mesti all'aereoporto di Welly notando a malapena che si e' fatto di colpo molto buio...il tempo di scendere dall'aereo, riprendere i bagagli e salire al servizio clienti per vedere le possibili alternative che a Wellington si scatena la prima vera tempesta di fulmini mai vista in 6 anni di permanenza in queste lande. Ed ovviamente i fulmini adorano gli aereoporti!

Conclusione: l'aereoporto perde non solo l'elettricita' ma pure qualsiasi possibilita' di far atterrare o partire aerei per non si sa quante ore e noi salutiamo con la manina il nostro weekend in gita, non insaccando neppure un degno rimborso dei biglietti ma un credito che se vogliamo utilizzare ci abbiamo pure da pagare una tassa. Vabbe'.

Tristi, infreddoliti e impotenti davanti alla forza degli elementi - e pure con gli zebedei parecchio di traverso (sara' stata la solita turbolenza?) - ce ne andiamo ad affogare i dispiaceri in un ristorante in citta' prima di dirigersi verso casa...

...dove ovviamente i fulmini avevano fatto fuori l'intera rete elettrica della baia.

L'unica cosa sensata da fare rimasta e' stata buttarsi a letto, quel letto che non avrei mai dovuto lasciare la mattina.

(PS. la foto sotto e' vera ed il fulmine all'estrema destra e' dove stavamo noi, la foto sopra e' l'unica scattata nel nostro favoloso weekend. Altro che foche della West Coast.)



4 commenti:

baelva ha detto...

Ok hai visto dei giganti dei ghiacci da quelle parti? No perche' vista la foto ho un sospetto

eli puccioni ha detto...

eh, pure io..

Massimo Rinaldo ha detto...

Be', per riciclare il biglietto sapete già che la nostra camera degli ospiti è pronta per voi!
Quand'è che venite a Chch?

Ad abitare, intendo...

Letizia in Cucina ha detto...

Ma noooooooooo che sfiga!

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