sabato, novembre 25, 2006

Kant e la marmellata

Due sono le cose che riempiono il mio animo di meraviglia e ammirazione sempre crescente il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.

Ho sempre pensato che questa frase fosse troppo sognante per un filosofo, per questo non l’ho mai presa molto in considerazione, ma in questi giorni mi sono sentita vicina a Kant, perché ho dovuto fare i conti con la mia coscienza e ho scoperto una cosa meravigliosamente inquietante: la mia coscienza è immersa in leggi morali di ogni tipo, ne ho una marea e ci credo veramente. L’ho scoperto rifiutando due lavori discutibili e sputando frasi ad un colloquio, una cosa del tipo
- questo tipo di curriculum non mette bene in evidenza le sue esperienze (erano in un capitolo apposito sulla seconda pagina…)
- He sì, per trovarle bisogna fare la fatica di leggerlo!
(… non troverò mai un lavoro)
La mia vita è immersa in un sacco di principi, un piccolo universo che vive dentro di me, povera idealista, che continua a permettersi il lusso di una coscienza (che considerando l’ultimo lavoro che ho rifiutato mi costa più di mille euro al mese). Non sono ancora abbastanza disillusa per vivere una vita comune, questa è la mia condanna.
Qualche dubbio su questa cosa in realtà lo avevo già perché non si può cantare a squarciagola Pride tenendo gli occhi chiusi senza avere nascoste sotto qualche coperta dozzine di leggi morali.
Rimuginando su questa cosa mi sono convinta che l’inizio di queste leggi e principi inalienabili probabilmente è legato al pane e marmellata che mamma mi preparava da piccola invece delle merendine confezionate dei miei coetanei. Merenda da idealisti. Sono stata cresciuta con cose buone non solo da mangiare ma anche buone dentro, scelte con dei sani principi di una volta il latte di una sola mucca, il pane di Villamagna, il salame della Rina, la coperta all’uncinetto di Nonna Lola, lo zaino che doveva durare una vita (ed è ancora in buono stato), i libri comprati a rate da mamma quando era giovane e squattrinata.
Ne è venuto fuori una ragazzina strana che andava a scuola a piedi (anche con mezzo metro di neve) e diceva al prof. di latino “guardi che lei non ha nessun potere su di me!” (pover’uomo quanto ci rimase male…).
Non ce la faccio a fare grandi compromessi perché credo ancora nella concretezza di certi ideali, credo ancora che buono faccia rima con pieno (nonostante le tasche vuote), che giusto faccia rima con solido e continuo a illudermi cercando in qua e la cose buone e giuste come il pane e marmellata.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma le persone da pane e marmellata sono poi piu' felici delle altre?
L'unica risposta che sono riuscita a darmi e' che probabilmente sono a posto con la propria coscienza, anche se piu' di una volta ho constatato che non e' sempre vero.
E per giunta sono terribilmente noiose.
Apriamo un dibattito?

Un'afflitta dalla marmellata.

Anonimo ha detto...

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albolo ha detto...

Questo ti fa onore! Però non ignorerei la nutella... :)

Eli e Lale ha detto...

io invece sono venuta su a pane burro e zucchero oppure, la mia preferita, pane vino e zucchero...chissà che la mia personale critica alla ragione pura non dipenda anche dal vinsanto del nonno!
ah,albolo:io ho già fatto fuori il mio primo Bauli...tu a che punto sei?

miawallace ha detto...

Mi sono giusto trovata oggi a pensare che, in un eventuale colloquio di lavoro per un banalissimo posto di segretaria, contratto a 1 mese, minimo sindacale, no straordinari, no malattia, no ferie ma con pluriennale esperienza, conoscenza perfetta di almeno 5 lingue, super conoscenze informatiche, iscritta in tutte le liste speciali esistenti e qualcuna anche di fantasia, minorenne e con laurea in economia e commercio, se dopo aver letto il mio curriculum e valutato che non manca niente...si fossero azzardati a chiedermi qualcosa d'altro gli avrei risposto "ma il posto non era per un fisico quantistico?? no?? allora probabilmente ho sbagliato piano!!scusate..".
Ho anche pensato che 10 anni fa, da ragazzina con "struscino" con il pomodoro per merenda, avrei abbassato lo sguardo, mi sarei sentita inadeguata e avrei fatto di tutto per MERITARMI quel posto!
Oggi, io e la mia coscienza andiamo un po' più d'accordo, si incazza un po' più con il sistema e un po' meno con me...

Anonimo ha detto...

Ohi Ohi,
quanto la fate lunga...
Tutti abbiamo una coscienza... ..una per ogni occasione, naturalmente.
Vigliaccamente però crediamo di averne una sola e, solitamente, quella più bella.

ovvero: Buoni per forza, non per scelta ;-)

Saluti e buone feste, io vado via.

Eli e Lale ha detto...

che bello,finalmente un sofista nel nostro blog!
pienamente d'accordo con il guardaroba di coscienze, indispensabile per la sopravvivenza; ma per me ciò che ci distingue come persone è la scelta di quella da indossare in ogni determinata occasione...(oddio,ho fatto pure una rima agghiacciante!)
buone feste pure a te e soprattutto buon per te che te ne vai!

IlVecchioGufoSaggio(eUnPòCieco) ha detto...

Ehhh quante problematiche inutili: non c'è nulla di male a cercare "il pane e la marmellata" della vita, il solo, piccolo problema è che sei nata nel momento storico sbagliato...oggi non si usa più tanto.
Ma non ne fare una questione esistenziale: impara da Branduardi, se ce l'ha fatta lui...
Ehh questi giovani d'oggi...sempre a correre...sempre a correre...
Saluti.

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